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Quote by James Joyce

“[...] ci saranno sempre pensieri più tristi che ci verranno in mente: pensieri del passato, della giovinezza, dei cambiamenti, di volti scomparsi di cui stasera sentiamo la mancanza. Il nostro sentiero lungo la vita è cosparso di simili tristi ricordi: e se dovessimo soffermarcisi sempre non potremmo trovare il coraggio di continuare la nostra vita tra i vivi.”

Quote by James Joyce

Work

Dubliners

James Joyce's Dubliners is a seminal work of modernist literature, featuring a series of interconnected short stories that delve into the lives of Dubliners from different social classes and backgrounds. The stories collectively portray the city's social and cultural landscape, capturing the complexities of human experience and the challenges faced by its inhabitants. more

Author

James Joyce
James Joyce

James Joyce, born on February 2, 1882, and died on January 13, 1941, was an Irish novelist and one of the greatest writers of the 20th century. Known for his unique narrative techniques and profound psychological insights, Joyce is celebrated for his contributions to modernist literature. His most famous work is 'Ulysses', which is considered one of the greatest literary works of the 20th century. Other notable works include 'Dubliners' and 'Finnegans Wake'. more

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“Ogni oggetto in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch’esso evoca e aggruppa, per così dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell’oggetto per sé medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d’immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell’oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l’accordo, l’armonia che stabiliamo tra esso e noi, l’anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.”

“Gli anni Novanta e i vecchi bar, sale oscure, le nostre facce sbattute. Avevo un brutto maglione sformato comprato al mercato puzzava di pioggia e stivali da motociclista con cui affrontavo scalciando i caustici corridoi della vita. I colori non erano mai saturi, la gente non era mai vivida. Gli anni Novanta erano pieni di luci al neon e lampadine agonizzanti, e affumicati – c’era un sacco di fumo, ovunque andassi. A volte, non si vedeva niente.”