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Quote by Alessandro Robecchi

“Non c’è niente di più fuori posto di un milanese a Roma, del resto, e niente di più ridicolo di chi cala dalla capitale dei soldi a quella dei papi, e si sorprende di restare a bocca aperta a ogni angolo, anche attraversando distratto la strada, come fa ora Carlo.”

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Work

Torto marcio

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Author

Alessandro Robecchi

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“Sono grato alla svolta green dell’amministrazione comunale di qualche anno fa, che ha imposto il famoso ticket per varcare le porte dei Bastioni. Io, felice e soddisfatto residente dei quartieri centrali da quando, qualche annetto fa, mi sono trasferito in zona Moscova, mi trovo ora nell’invidiabile condizione di poter percorrere strade ben più libere. Non riesco a comprendere come si possa definire “sensibilità ecologica” una tassa che di fatto pretende il pagamento di un balzello da tutti quelli che non hanno un portafoglio sufficientemente gonfio da potersi permettere una casa in una delle zone migliori della città e prevede quindi che l’inquinamento debba rimanere a uso e consumo dei meno abbienti. In centro aria pulita, fuori lo smog… Che assurdità. Quasi m’indignerei, se solo fossi il tipo di persona adatta. Ma ovviamente non lo sono. Nemmeno per sbaglio. A differenza degli altri, non fingo interesse verso cause buoniste e politicamente corrette. Quindi, per carità, andate avanti a essere tutti finti ecologisti. Io, dal mio canto, continuerò a guidare indisturbato la mia Maserati per le strade libere della città.”

“La prima cosa che faccio, salutata la Maserati, è cercare dentro la mia giacca il pacchetto di sigarette a cui non riesco proprio a rinunciare. Sono perfettamente cosciente che questa roba uccida. Non devono scrivermelo con proclami più o meno catastrofisti su ogni lato del pacchetto. Ho un quoziente d’intelligenza sorprendentemente alto, e sì, so benissimo che fumare di certo non mi allungherà la vita. Ma non lo farà nemmeno lo stress quotidiano a cui sono sottoposto, o l’aria insalubre che si respira in quasi ogni città degna di tale nome. Perciò, visto che sono già venuto a contatto con sufficienti cause di morte prematura, non vedo perché privarmi delle mie amate sigarette. Morirò, siamo d’accordo. Ma lo faranno anche tutti gli altri che insistono con il rompermi le scatole per via del fumo. Qualcuno, probabilmente, morirà persino prima di me. Perché è così che vanno le cose in genere. Storte e ingiuste. Mica sono stato io a scrivere le regole del gioco…”

“When, in the course of development, class distinctions have disappeared and all production has been concentrated in the hands of a vast association of the whole nation, the public power will lose its political character. Political power, properly so called, is merely the organized power of one class for oppressing another. If the proletariat during its contest with the bourgeoisie is compelled, by the force of circumstances, to organize itself as a class, if, by means of a revolution, it makes itself the ruling class, and, as such, sweeps away by force the old conditions of production then it will, along with these conditions, have swept away the conditions for the existence of class antagonisms, and of classes generally, and will thereby have abolished its own supremacy as a class. In place of the old bourgeois society with its classes and class antagonisms we shall have an association in which the free development of each is the condition for the free development of all.”