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Quote by Beppe Fenoglio

“Era successo proprio all’altezza dell’ultimo ciliegio. Lei aveva attraversato il vialetto ed era entrata nel prato oltre i ciliegi. Si era sdraiata, sebbene vestisse di bianco e l’erba non fosse più tiepida. Si era raccolta nelle mani a conca la nuca e le trecce e fissava il sole. Ma come lui accennò ad entrare nel prato gridò di no. «Resta dove sei. Appoggiati al tronco del ciliegio. Così». Poi, guardando il sole, disse: «Sei brutto». Milton assentì con gli occhi e lei riprese: «Hai occhi stupendi, la bocca bella, una bellissima mano, ma complessivamente sei brutto». Girò impercettibilmente la testa verso lui e disse: «Ma non sei poi così brutto. Come fanno a dire che sei brutto?”

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Work

Una questione privata

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Author

Beppe Fenoglio

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“Il bello è libero e davvero indipendente, non è una merce, non può essere consumato, non si fa pubblicità, non può essere posseduto, non provoca la noia e l’insoddisfazione che proviamo non appena compriamo qualcosa o ogni volta che scrolliamo la timeline dei social network e non troviamo niente che ci interessi. Ma in una società come la nostra, che ha paura della contemplazione e in cui tutto può avere un prezzo di mercato, come si fa anche solo a credere che esista una bellezza del genere?”

“Era proprio per questo motivo che ero felice all'idea che non dovevo fare niente di strepitoso. L'unica cosa che mi era concessa era prendermi cura, riempiendolo di fiori, del piccolo vaso che portavo dentro di me. Di certo non potevo credere di cambiare il mondo con le mie idee. Dovevo solo essere me stessa, una persona in grado di godersi la vita. Un essere che può esporsi al sole senza provare vergogna, una che riesce a sentire le parole degli spiriti che vivono sotto le rocce o all'ombra degli alberi. L'unica cosa che dovevo fare era arrivare alla morte opo aver trascorso una vita a contemplare le cose belle del creato, tenendomi alla larga da ciò che mi avrebbe costretta a distogliere lo sguardo. Una cosa che non era impossibile. Dopo tutto, gli esseri umani sono stati concepiti per vivere così, ed è per questo che sono venuti su questo mondo.”

“Quando venne giorno, ebbe vergogna di avere avuto paura, e se ne andò a casa a dormire. L’alba era stata rapida, un abbaglio sopra la collina, poi due lunghe macchie rosa che galleggiavano nell'azzurro. Anche la terra, profilata nel cielo, sembrava lieve. Terra e cielo davano veramente l’idea di essere in viaggio, con le stelle che avevano lasciato un’orma, una brace in quel rosa sfilacciato.”

“I maestri del tè si guardarono attorno con occhi amorevoli e posarono il loro sguardo sugli oggetti d'uso comune che li circondavano, quelli cui nessuno presta di solito attenzione. Qualcuno potrebbe dire che i maestri del tè furono molto arditi, ma in realtà si comportano in modo del tutto naturale. Anche gli oggetti più comuni, destinati all'uso quotidiano, si ammantano di bellezza quando li si ama. Ciò che è umile sa accogliere l'amore. Quegli oggetti, nati nella purezza e nutriti dalle benedizioni della natura, sono quindi integri sia dal punto di vista materiale che da quello spirituale. Se fossero stati troppo delicati o troppo vistosi non avrebbero potuto servire come utensili. Non è forse la schiettezza il loro pregio principale? Non c'è da meravigliarsi dunque se irradiano un'autentica bellezza. Il regno dei cielo è stato promesso proprio agli umili e l'umiltà è in stretta relazione con la bellezza.”