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“È interessante studiare il comportamento dell’uomo in situazioni atipiche estreme, quando cade ogni barriera sociale, educativa, del vivere civile. Quando l’enorme giostra che abbiamo costruito per non pensare al nostro essere mortale viene d’un tratto meno. Spogliateci di un fine, uno scopo, e appassiremo come fiori sotto il temporale. Oggi lo scopo è il lavoro, la carriera, la gratificazione personale, ieri era la guerra, per la dominazione o per la libertà non faceva differenza, serviva comunque a far girare la giostra. Se si fermasse quest’ultima, resteremmo scoperti, e mi domando chi saremmo davvero, io chi sarei: quello che scappa, quello che attende l’aiuto di un medico vestito da menagramo, colui che si dà alla fede, chi si dispera, o chi infine decide di godersela? Almeno nella fantasia, senza paura di essere smentito, mi piace pensare che farei parte di quelli che si dànno all’alcol e al sesso. Non in questo ordine.[...] D’altronde, che possiamo fare, scendere dalla giostra? No, abbiamo bisogno di continuare a girare, credere che lo si possa fare per sempre grazie a un nuovo calcio in culo. [...] E, infatti, l’apprensione per una grande epidemia globale non rientra fra i timori principali degli italiani. Siamo un popolo che bada al sodo noi, altro che paure irrazionali, abbiamo da pensare alle cose serie. Secondo una recente ricerca le preoccupazioni dei nostri connazionali si riferiscono soprattutto all’ambito economico (sarà mai perché il messaggio di precarietà riguarda sempre questo aspetto?), l’insicurezza globale, le guerre, l’incertezza del lavoro, la possibilità di non prendere la pensione, di non avere abbastanza soldi per vivere, la criminalità e gli immigrati. Gli immigrati. Ci sono mille nuovi casi accertati di tumore al giorno in Italia e noi ci fottiamo dalla paura per gli immigrati! Va be’, non è che allargando il discorso al pianeta la situazione cambi e prevalga il buon senso e la consapevolezza di come stanno le cose. No, la popolazione mondiale teme quello che le dicono di temere. E allora abbiamo paura dell’Isis, e prima ancora dei Talebani, del terrorismo, delle bombe dei terroristi, di Saddām e dei suoi armamenti, della Corea del Nord e della Cina,delle alluvioni, dei terremoti e dei vaccini. La giostra non può fermarsi. Calci in culo per tutti.[...]” — lorenzo marone