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Quote by Winston Graham

“Il vestito era quello che aveva trovato in fondo al secondo baule e che fin dall’inizio l’aveva attirata come la mela aveva attirato Eva.”

Quote by Winston Graham

Work

Ross Poldark

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Author

Winston Graham
Winston Graham

Winston Graham, born on June 30, 1908, and died on July 10, 2003, was a British novelist. Known for his depictions of English rural life and historical events, his most famous work is the 'Poldark' series. more

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“Si alzò e cercò di dire qualcos’altro, ma poi di colpo si inginocchiò accanto alla sua poltrona, gli posò la testa sulle ginocchia e prese a singhiozzare. Lui abbassò lo sguardo su di lei, sui suoi capelli neri che cominciavano a spettinarsi, sul bagliore del suo collo. Le sfiorò i capelli che raccoglievano luci e ombre scure. «Piccola...» disse. «Rimani se vuoi.» Lei cercò di asciugarsi gli occhi che continuavano a riempirsi di lacrime. In quel momento, per la prima volta, lui la toccò, la fece alzare. Solo un giorno prima quel contatto non avrebbe significato niente. Senza averne veramente l’intenzione, Demelza si sedette sulle ginocchia di lui. «Tieni.» Ross prese il suo fazzoletto e le asciugò gli occhi. Poi la baciò sulla guancia e le accarezzò il braccio cercando di sentire quel gesto come qualcosa di paterno. La sua autorità era scomparsa. E la cosa non aveva alcuna importanza.”

“Era prassi comune per i giovani ricchi portarsi a letto le sguattere. La differenza era che non le rapivano quando erano ancora minorenni. Be’, adesso lei era grande, grande abbastanza da sapere quello che voleva e sveglia abbastanza da intuire quello che voleva lui ancora prima di lui. Che problema aveva? Gli mancava il senso dell’umorismo che avrebbe potuto vivacizzargli l’esistenza? Ogni sua azione doveva essere per forza mortalmente seria? Un peso che schiacciava mente e mani? L’amore era uno svago; tutti i poeti ne avevano decantato la leggerezza, la levità; solo gli ottusi sollevavano barriere di ideali e di coscienza. L’aria era immobile quella sera. Era raro che la temperatura restasse così alta fin dopo il tramonto.”

“Quella sera niente gli sembrava chiaro. Coloro che declamavano parole dolci erano per forza i migliori consiglieri? Sì, la finestra era spalancata. Scostò le tende e guardò fuori. Nei suoi ventisette anni di vita, aveva elaborato una sorta di filosofia del comportamento. Era pronto a sbarazzarsene la prima volta che veniva messa alla prova? Sentì bussare alla porta. «Avanti» disse. Si voltò. Era Demelza, con una candela. Lei non parlò. La porta si chiuse alle sue spalle. Non si era cambiata e i suoi occhi erano grandi e luminosi. «Cosa c’è?» chiese lui. «Il vestito.» «E allora?» «Il corpetto si slaccia da dietro.» «E allora?» «Non riesco ad arrivare ai gancetti.» Lui la guardò accigliato per un momento. Lei si avvicinò lentamente, si voltò e appoggiò goffamente la candela sul tavolo. «Mi dispiace.» Lui cominciò a slacciarle il vestito. Lei sentì il suo respiro sul collo. Era rimasta un’unica cicatrice di tutte quelle che aveva visto mentre procedeva sulla via del ritorno dalla fiera di Redruth. Le sue mani toccarono la pelle fresca della sua schiena. All’improvviso scivolarono all’interno del vestito e le cinsero la vita. Lei piegò indietro la testa appoggiandola sulla spalla di lui, che la baciò finché la stanza non divenne buia davanti ai suoi occhi. Ma ora, nel momento in cui la vittoria era completa, lei sentì di dover confessare il suo inganno. Non poteva morire senza confessarsi. «Ho mentito» sussurrò, piangendo di nuovo. «Ho mentito sui gancetti. Oh, Ross, non prendermi se mi... odi. Ho mentito... ho mentito...» Lui non disse niente, perché ora niente aveva importanza, né le menzogne, né i poeti, né i principi, né le riserve della mente o del cuore. La lasciò andare e accese un’altra candela.”

“Lei accese le candele e chiuse le finestre per tenere fuori le falene. Quindi si tolse la giacca pesante e sciolse i capelli. Oh, sì, era bellissima stanotte. Ross la circondò con le braccia, il volto reso simile a quello di un ragazzino per le risate, e lei rise insieme a lui, la bocca e i denti che luccicavano umidi alla luce delle candele. A quel punto lui smise di sorridere e la baciò. «Ross» disse lei. «Mio caro Ross.» «Ti amo» disse lui, «e sono il tuo servo. Demelza, guardami. Se ti ho fatto del male in passato, concedimi la possibilità di fare ammenda.»”