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Quote by André Aciman

“A thought raced through my mind: Would my descendants know what was spoken on this very piazzetta today? Would anyone? Or would it dissolve into thin air, as I found part of me wishing it would? Would they know how close to the brink their fate stood on this day on this piazzetta? The thought amused me and gave me the necessary distance to face the remainder of this day.”

Quote by André Aciman

Work

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Author

André Aciman

André Aciman, born on January 2, 1951, is a renowned writer known for his profound psychological insights and unique narrative style. His works, such as 'The Museum of Unconditional Love,' are celebrated for their emotional depth and distinctive storytelling. more

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“La luna saliva davanti a lui, e le voci della sera avvertivano l'uomo che la sua giornata era finita. Era il grido cadenzato del cuculo, il zirlio dei grilli precoci, qualche gemito d'uccello; era il sospiro delle canne e la voce sempre piu' chiara del fiume: ma era tutto un soffio, un ansito misterioso che pareva uscire dalla terra stessa: si, la giornata dell'uomo lavoratore era finita, ma cominciava la vita fantastica dei folletti, delle fate, degli spiriti erranti. I fantasmi degli antichi Baroni scendevano dalle rovine del castello sopra il paese di Galte, su, all'orizzonte a sinistra di Efix, e percorrevano le sponde del fiume alla caccia dei cinghiali e delle volpi: le loro armi scintillavano in mezzo ai bassi ontani della riva, e l'abbaiar fioco dei canti in lontananza indicava il loro passaggio. Efix sentiva il rumore che le panas (donne morte di parto) facevano nel lavar i loro panni giu' al fiume, battendoli con uno stinco di morto, e credeva di intraveder l'ammattadore, folletto con sette berretti entro i quali conserva un tesoro, balzar di qua e di la' sotto il bosco di mandorli, inseguito dai vampiri con la coda d'acciaio. Era il suo passaggio che destava lo scintillio dei rami e delle pietre sotto la luna: e agli spiriti maligni si univano quelli dei bambini non battezzati, spiriti bianchi che volavano per aria tramutandosi nelle nuvolette argentee dietro la luna: e i nani e le janas, piccole fate che durante la giornata stanno nelle loro case di roccia a tesser stoffe d'oro in telai d'oro, ballavano all'ombra delle grandi macchie di filirea, mentre i giganti s'affacciavano fra le roccie dei monti battuti dalla luna, tenendo per la briglia gli enormi cavalli verdi che essi soltanto sanno montare, spiando se laggiu' fra le distese d'euforbia malefica si nascondeva qualche drago o se il leggendario serpente cananea, vivente fin dai tempi di Cristo, strisciava sulle sabbie intorno alla palude. Specialmente nelle notti di luna tutto questo popolo misterioso anima le colline e le valli: l'uomo non ha diritto a turbarlo con la sua presenza, come gli spiriti han rispettato lui durante il corso del sole; e' dunque tempo di ritirarsi e chiuder gli occhi sotto la protezione degli angeli custodi.”

“Zach's eyelids flutter and droop, his mind a pleasant jumble—things said tonight, last year, last month, things said in dreams. He sees Lev, Tasha, Rachel, and something he read earlier, what was it? In one of Rachel's books, circled in pen, a book of Natural History. 'Many birds and mammals, wolves in particular, have a—' What? Oh yes. '—a fateful preference for the ancestral nesting place.' And Rachel wrote in the margin: 'Ha ha ha! It has a strange attraction!”