Quotessence
Home / Quotes / Quote by Ludwig von Mises

Quote by Ludwig von Mises

“Coloro che combattono per la libera concorrenza non difendono gli interessi di quelli che sono ricchi. Vogliono che sia lasciata mano libera a uomini sconosciuti, che saranno gli imprenditori di domani e la cui ingegnosità renderà più piacevole la vita delle generazioni future.”

Quote by Ludwig von Mises

Author

Ludwig von Mises
Ludwig von Mises

Ludwig von Mises was a prominent economist, philosopher, and social theorist born on September 29, 1881, in Austria, and passed away on October 10, 1973. He is considered one of the most influential economists of the 20th century and a leading advocate for free-market economics. more

You May Also Like

“La libertà, che è esigenza dello spirito, che è ideale e dovere morale, non abbisogna di istituzioni giuridiche che la sanciscono e la proteggono, non ha d'uopo di vivere in questa o quella specie di società politica, autoritaria o parlamentare, tirannica o democratica; di una particolare economia liberistica o di mercato ovvero comunistica o programmata. La libertà esiste se esistono uomini liberi; muore se gli uomini hanno l'animo di servi.”

“Quale è dunque la società, nella quale gli uomini si sentano veramente liberi e liberamente operino? La risposta è venuta da Socrate, è venuta da Cristo. Non dalla società la quale circonda l'uomo viene la libertà, ma dall'uomo stesso. L'uomo deve trovare in se stesso, nel suo animo, nella forza del suo carattere la libertà che va cercando. La libertà è spirito non è materia. Il prigioniero, il quale potrebbe acquistare la libertà se chiedesse grazia al tiranno e non la scrive perché non riconosce nel tiranno e nei suoi giudici la potestà di giudicarlo, è uomo libero. L'eretico, il quale potrebbe coll'abiura od anche solo colla dissimulazione, l'ebreo, il quale potrebbe, facendosi marrano, salvare la vita, ed invece confessa la sua fede e cammina diritto verso il rogo, è uomo libero. Il pensatore potrebbe dichiarare nel libro apertamente il suo pensiero, purché nella dedica, nella prefazione e nella chiusa avvertisse che i principi da lui esposti si muovono in un campo terreno ed astratto e non infirmano l'osservanza dovuta ai precetti della religione dominante od ai comandamenti della setta che è padrona dello stato. Se non scrive la dedica perché sente che il suo pensiero mina appunto quella religione o il potere di quella setta e non la scrive, pur sapendo di correre il rischio di prigionia o di morte, quegli è uomo libero.”