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“Per lei era importante non tanto che lui potesse leggere o fare sport, ma che la riconoscesse per quella che lui stesso aveva voluto che lei fosse. Il che forse equivaleva, nella concezione della vita di mia madre, a un disgraziato atto d’amore. Questo in generale credo fu un o dei grandi fraintendimenti fra i miei genitori: lui voleva che lei fosse niente per potere lui essere qualcosa, e lei voleva essere niente perchè essere niente era almeno qualcosa. Il che più che un fraintendimento fu in qualche maniera un patto mai espresso, il loro segreto. Il risultato fu che lei si annullò per davvero e che lui con quel niente seduto sul divano impilò astio, disprezzo e disperazione, allo stesso modo in cui settimana dopo settimana si impilavano sul tavolo le parole crociate che sarebbero poi finite dentro il secchio dell'immondizia.” — Andrea Bajani