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Quote image editor Maeve Brennan

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“Era una vecchina minuscola, vestita di nero, con un rottame di cappello che si era fatta da sola e aveva decorato con una veletta che le arrivava agli occhi. Leggeva molto, attentamente protesa verso la debole luce della lampada tolta dal comodino di Delia. Prima di quella lampada si era accontantata di una lampadina nuda avvitata al centro del soffitto. Era molto risparmiatrice, non aveva mai perso l’abitudine di fare economia il più possibile e, anzi, amava lesinare. Non aveva accumulato una grossa fortuna, ma accumulare le piaceva, come guardare crescere le proprie ricchezze. Osservava la gente calcolando non ciò che poteva ottenere da loro, ma ciò che loro avrebbero potuto sottrarle se solo lei glielo avesse permesso. non era incline al pettegolezzo. Ammetteva di non amare o detestare qualcuno solo in quanto le ricordava una certa categoria o una classe… Il suo repertorio era costituito da smorfie, strizzate d’occhi, cenni e gesti che indicavano, parodiandoli, allarme, timidezza, rabbia e pietà, oltre a una collezione di frasi sarcastiche o umoristiche che, quand’era giovane, aveva trovato utili. Ma di gente ne frequentava poca.” — Maeve Brennan

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Era una vecchina minuscola, vestita di nero, con un rottame di cappello che si era fatta da sola e aveva decorato con una veletta che le arrivava agli occhi. Leggeva molto, attentamente protesa verso la debole luce della lampada tolta dal comodino di Delia. Prima di quella lampada si era accontantata di una lampadina nuda avvitata al centro del soffitto. Era molto risparmiatrice, non aveva mai perso l’abitudine di fare economia il più possibile e, anzi, amava lesinare. Non aveva accumulato una grossa fortuna, ma accumulare le piaceva, come guardare crescere le proprie ricchezze. Osservava la gente calcolando non ciò che poteva ottenere da loro, ma ciò che loro avrebbero potuto sottrarle se solo lei glielo avesse permesso. non era incline al pettegolezzo. Ammetteva di non amare o detestare qualcuno solo in quanto le ricordava una certa categoria o una classe… Il suo repertorio era costituito da smorfie, strizzate d’occhi, cenni e gesti che indicavano, parodiandoli, allarme, timidezza, rabbia e pietà, oltre a una collezione di frasi sarcastiche o umoristiche che, quand’era giovane, aveva trovato utili. Ma di gente ne frequentava poca.
— Maeve Brennan