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“Cinema e fumetto devono [...] produrre segni specifici per ogni loro enunciato, cioè ogni volta che viene prodotto un film o un fumetto. Non possono ricorrere a un codice segnico standard e finito, quale è appunto un alfabeto [...] Per questo diciamo che si tratta di linguaggi e non di lingue, perché non si tratta di sistemi chiusi, bensì aperti, i cuin codici non risiedono solo in una pluralità di sistemi semiotici e di tipologie di segno utilizzate (verbale, iconico, fonico), ma essenzialmente nelle modalità sincretiche con cui questi sistemi e segni vengono impiegati, mescolati, correlati, e infine recepiti. - pag. 150” — Giorgio E.S. Ghisolfi
Cinema e fumetto devono [...] produrre segni specifici per ogni loro enunciato, cioè ogni volta che viene prodotto un film o un fumetto. Non possono ricorrere a un codice segnico standard e finito, quale è appunto un alfabeto [...] Per questo diciamo che si tratta di linguaggi e non di lingue, perché non si tratta di sistemi chiusi, bensì aperti, i cuin codici non risiedono solo in una pluralità di sistemi semiotici e di tipologie di segno utilizzate (verbale, iconico, fonico), ma essenzialmente nelle modalità sincretiche con cui questi sistemi e segni vengono impiegati, mescolati, correlati, e infine recepiti. - pag. 150