“Da piccolo mi nascondevo spesso, tra gli alberi, dietro i cespugli, sotto il letto. Non per un gioco in particolare, ma semplicemente perché mi piaceva la sensazione di appartenere soltanto a me stesso, sentire che niente e nessuno aveva presa su di me. Mi piaceva udire i miei genitori che mi chiamavano e non rispondere. Poi dovevo uscire dal mio nascondiglio, essere un figlio, un allievo, un fratello, più tardi un impiegato, un marito, un padre. Alla fine, mi nasconderanno di nuovo in una grande scatola e nessuno mi chiamerà per farmi uscire. Ho continuato a nascondermi per tutta la vita. E ogni volta, quando tornavo, facevo come se non fossi mai partito. Nessuno è poi tanto stupido, ma questa commedia, questo viavai permanente si è instaurato con il tacito accordo di coloro che mi sono vicini, gli altri se ne sono andati. Sono l’amico, il fratello e il figlio assente. Quello su cui non si può realmente contare. Quello che si tiene a distanza per paura di affezionarvisi. Ed eccomi qui, sempre nascosto dietro due tronchi d’albero, un boschetto e una sigaretta elettronica, mentre lo spettacolo comincia tra due minuti.”
Quote by Antoine Leiris
Book:La Vie, après
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La Vie, après
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