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“C'è un punto oltre il quale l'addestramento e la pratica non possono portare. Zeami, lo straordinario drammaturgo e regista di teatro Noh del quattordicesimo secolo, che era anche sacerdote zen, ha parlato di questo momento come di una “sorpresa”. È la sorpresa di scoprire di non aver più bisogno di un sé, la sorpresa di ritrovarsi una cosa sola col proprio lavoro in un movimento pieno di fluida disciplina e grazia. Allora si capisce che cosa vuol dire essere una palla d'argilla che gira sul tornio, un trucciolo bianco sollevato dalla punta dello scalpello o una delle molte mani di Kannon, Bodhisattva della Compassione. A questo punto è possibile essere liberi, nel lavoro e dal lavoro.” — Gary Snyder
C'è un punto oltre il quale l'addestramento e la pratica non possono portare. Zeami, lo straordinario
drammaturgo e regista di teatro Noh del quattordicesimo secolo, che era anche sacerdote zen, ha parlato
di questo momento come di una “sorpresa”. È la sorpresa di scoprire di non aver più bisogno di un sé, la
sorpresa di ritrovarsi una cosa sola col proprio lavoro in un movimento pieno di fluida disciplina e grazia.
Allora si capisce che cosa vuol dire essere una palla d'argilla che gira sul tornio, un trucciolo bianco
sollevato dalla punta dello scalpello o una delle molte mani di Kannon, Bodhisattva della Compassione. A
questo punto è possibile essere liberi, nel lavoro e dal lavoro.