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“Fino al 21 febbraio, quando venne scoperto il primo caso caso di Codogno, l'attività nell'ospedale di Alzano Lombardo era proseguita in modo normale, senza che venissero adottate particolari cautele. [..] Codogno cambiò tutto. Con la scoperta del primo caso di coronavirus a solo cinquanta chilometri da Bergamo, le numerose polmoniti che si stavano diffondendo tra i pazienti del Pesenti Fenaroli e il personale sanitario iniziarono a sembrare qualcosa di diverso e inquietante. [..] Per evitare il panico, venne deciso di attendere l'esito della riunione prima di dare ufficialmente la notizia. Nel caos che seguì, le autorità si dimenticarono di farlo e l'esistenza di quel primo paziente positivo emerse soltanto mesi dopo.” — Davide Maria De Luca