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“Ai suoi occhi gli esseri umani erano sempre stati come l’aria, di cui non si avverte la presenza, ma adesso che la solitudine le serrava la gola, solo adesso sentiva per la prima volta quanto ne avesse bisogno, comprendeva come fossero importanti, persino quando mentivano, quando ingannavano, capiva che tutto in lei, la sua leggerezza, la sua sicurezza e allegria, dipendeva dalla loro presenza. Per decenni aveva nuotato nelle acque della società, senza sapere che esse la nutrivano e la sorreggevano, mentre ora, come un pesce gettato sulla riva della solitudine, sussultava per la disperazione e nel dolore della rivolta. Da " Storia di una caduta” — Stefan Zweig
Ai suoi occhi gli esseri umani erano sempre stati come l’aria, di cui non si avverte la presenza, ma adesso che la solitudine le serrava la gola, solo adesso sentiva per la prima volta quanto ne avesse bisogno, comprendeva come fossero importanti, persino quando mentivano, quando ingannavano, capiva che tutto in lei, la sua leggerezza, la sua sicurezza e allegria, dipendeva dalla loro presenza. Per decenni aveva nuotato nelle acque della società, senza sapere che esse la nutrivano e la sorreggevano, mentre ora, come un pesce gettato sulla riva della solitudine, sussultava per la disperazione e nel dolore della rivolta.
Da " Storia di una caduta