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Alessandro D'Avenia Quotes

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Famous Alessandro D'Avenia Quotes

“[...] quando lui morì non ti rimase quasi nulla. I vostri figli andarono via di casa, tranne le due minori e una del suo precedente matrimonio. Ti rimanevano soltanto le sue partiture, ma preferisti mendicare e vivere in povertà piuttosto che vendere anche solo uno di quei fogli. Era non solo la sua musica, ma il vostro stesso dialogo amoroso: non avresti mai potuto vendere l'anima.”

“Avevi capito che solo lui poteva comprendere e amare il tuo demone violento. Per questo ti gettasti tra le sue braccia. E lui, senza saperlo, accolse quel demone per alimentare il suo, anche se lo rivestì di una patina d'amore sincero [...] Ma che fine avrebbe fatto la tua luce, così intensa da far esplodere il bulbo di vetro in cui cercavi di contenerla, sotto forma di parole, di poesia? In fondo tu volevi fare lo stesso con Ted, nutrirti del suo demone, accoglierlo per accogliere te stessa: possono forse amarsi due specchi? O se li metti uno di fronte all'altro producono un gioco infinito e vertiginoso di falsi rimandi?”

“L'amore salva? Ho viaggiato, per trovare la risposta, in ogni angolo dell'aldiquà [...] Allora ho ascoltato le donne, innamorate o disamorate che fossero, di tutto lo spazio e di ogni tempo [...] Loro, con l'intelligenza del cuore che le chiama a farsi carico di ogni promessa di bellezza, a indirizzare lo sguardo verso tutto ciò che è vivo, tutte mi hanno risposto, generose o stanche, felici o frantumate, sempre hanno risposto, anche loro malgrado, perché sono condannate all'amore in ogni cellula, non possono farne a meno. Le donne sentono il tempo dal di dentro, quando spingono forte per dare alla luce: sanno, non per sentito dire come gli uomini, che la luce è una spinta di sangue e dolore, che per vivere bisogna far spazio, che amare è dare la vita a un altro, non prenderla. Della vita le donne non cercano la dimora, della vita si fanno dimora. La loro carne è il gomitolo che srotola con cura il fragile filo di ogni cosa vivente e ne tesse con pazienza l'intreccio mostrando, tra grovigli di dolore e di gioia, che la trama di ogni storia è nascere, non certo morire. E se le trama si sfilaccia, sanno che l'amore ricuce lo strappo tra la felicità e la vita, perché solo l'amore permette alla vita di rinascere una e una volta ancora.”

“Non aveva bisogno di te come eri, ma di te come saresti potuta essere, oggetto d'arte più che d'amore, da sognare e prosciugare per la sua ispirazione. Sulla sua lapide volle queste parole: "Qui giace colui il cui nome fu scritto nell'acqua". Non si può amare un uomo che fugge ogni forma di solidificazione e gravità, per lui l'amore era solo la sua sete d'amore.”