“Un hotel che puntasse molto sugli automatismi potrebbe essere percepito allo stesso tempo come innovativo e all’avanguardia o come spietatamente orientato al profitto a scapito del personale umano.”
Source: Hotel Distribution 2050. (Pre)visioni sul futuro di hotel marketing e distribuzione alberghiera
“Un ospite che fa self check-in a un chiosco non è solo il consumatore del servizio, ma ne è anche l’erogante. Se, e quando l’auto check-in diventerà la regola in hotel, la responsabilità del servizio si trasferirà in toto dall’operatore al front office all’ospite stesso (e, per proprietà transitiva, alla tecnologia utilizzata).”
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“Se l’ospite fa check-in in maniera autonoma, allora il receptionist non dovrà conoscere il software gestionale necessario. Questo significa che si può aumentare il numero di esseri umani impiegabili a un costo minore, in quanto il loro lavoro diventa via via meno qualificato e che l’esperienza dell’ospite, in futuro, non sarà più soltanto il risultato del rapporto tra ospite e staff, ma tra ospite, staff e tecnologia presente in struttura.”
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“A quei servizi che oggi comunemente accostiamo al segmento luxury si andrà ad aggiungere un nuovo plus: la certezza di essere accolti e accompagnati per tutta la durata del soggiorno da persone reali. L’ospite luxury del futuro potrebbe essere disposto a pagare un extra per questo servizio umano-centrico, esattamente come oggi sono disposti a pagarlo per oggetti fatti a mano, rispetto a quelli creati su larga scala.”
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“Nel travel, e soprattutto nell’hospitality, ci troviamo in un limbo di tecno-analfabetismo: il cambiamento è a portata di mano, ma non abbiamo (ancora) i mezzi intellettuali per accettarlo e adottarlo.”
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“Un mutamento d’opinione è iniziato dopo la pandemia di COVID-19. Anche i più tecnofobici, durante quegli interminabili mesi di quarantena del 2020, hanno dovuto scendere a patti con la tecnologia, fino alle scelte (prima di allora impensabili) di imprenditori storicamente tradizionalisti che hanno deciso abbandonare in toto gli uffici fisici per lo smart working, finalmente convinti dalle evidenze dei fatti della liceità del modello.”
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“Se esiste un effetto positivo della pandemia del 2020, esso è sicuramente l’accelerazione nell’adozione della tecnologia in ogni campo. Il coronavirus ha creato un vero e proprio salto quantico in avanti di almeno dieci anni, se non in termini di qualità della tecnologia, almeno nell’ambito della sua accettazione e adozione da parte di luddisti, tecno-scettici e tecno-pessimisti.”
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“Quando pensiamo al riscaldamento globale e all’impatto (drammaticamente alto) che il travel ha su di esso, la prima associazione mentale è quella dell’inquinamento aereo, ferroviario e automobilistico, non certo qualcosa di così “immateriale” come il cloud o la blockchain. Tuttavia i numeri relativi al consumo energetico sono allarmanti.”
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“Caricando la propria coscienza nel cloud, non si avrebbe più bisogno di un corpo fisico e l’impatto ambientale degli esseri umani “uploadati” sarebbe esponenzialmente minore.”
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“La domanda attorno alla superintelligenza non è più “se”, ma “quando”.”
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