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Intelligenza Artificiale Quotes

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Intelligenza Artificiale Quotes

“Non condividendo pregiudizi e parzialità tipiche degli umani, le macchine potrebbero prendere decisioni più eque e giuste rispetto a noi. Non solo le macchine sono migliori di noi nel ragionamento probabilistico o nello scovare pattern troppo sottili per essere individuati dagli umani, ma esse non hanno pregiudizi.”

“Non mi sembra troppo inverosimile che, tra cinque anni, i Marriott e gli Hilton del mondo inizieranno a costruire meta-versioni dei loro hotel in Horizon, consentendo agli avatar/ospiti di incontrarsi con i loro amici nella hall, o fare brainstorming nelle sale riunioni virtuali, ovviamente a pagamento.”

“L’Estonia ha recentemente deciso di sperimentare (con successo) dei giudici-robot per risolvere tutte quelle controversie civili di minore entità (fino a 7.000 euro). Quali potrebbero essere le applicazioni AI nel travel?”

“Grazie al mind-uploading o all’immortalità digitale, un ospite defunto potrebbe continuare a scrivere recensioni, oppure a postare foto dei suoi soggiorni mentre era in vita. L’hotel dovrebbe rispondere a questi commenti? Oppure inviargli gli auguri di compleanno o le condoglianze ogni volta che ricorre la data della morte? È un bel mal di testa per i CRM e per la marketing automation: quanto loyal può essere un ospite trapassato? Può ancora essere un brand ambassador? Se in vita ha parlato molto del tuo hotel sui suoi social, allora potrebbe continuare a farlo da morto.”

“Rispetto a qualunque altro formato, il metaverso offre una ricchezza di significato (semantica) e di segni (semiotica) imparagonabile a qualsiasi altro mezzo comunicativo. Grazie alla sua immersività, è possibile azzerare la distanza tra il punto di vista di chi voglio raggiungere e il punto di vista che gli voglio far conoscere.”

“La vita del nomade digitale è stata mitizzata, probabilmente a causa dei social network. Non troverete molti operai di fabbrica nomadi digitali, ma copywriter, esperti SEO, startupper, e anche imprenditori e CEO di aziende online.”

“Una volta avvenuto il passaggio all’automazione, alla maggior parte delle persone non mancheranno gli addetti alla reception degli hotel e gli agenti di check-in delle compagnie aeree. Forse sarà persino difficile immaginare com’era interagire con gli umani per ricevere tali servizi di base.”

“Mi sorprende, nel 2022, parlare ancora con esperti di SEO, arroccati sulle loro convinzioni anni Novanta. La ricerca è ormai stata soppiantata dalla predizione: si pensi ai nuovi artisti che scopriamo su Spotify oppure al modo in cui guardiamo le serie su Netflix, Amazon Prime o Hulu: non scartabelliamo l’intero catalogo, ma lasciamo che siano gli algoritmi a “suggerire” qualcosa di adatto a noi.”

“Il nostro pregiudizio antropocentrico ci fa credere, a torto, che una macchina superintelligente ragioni come noi e sia in grado di provare empatia verso la nostra specie o verso altre AI, ma questa è una strada pericolosa: un’intelligenza del genere sarà, in gran parte, imperscrutabile, come imperscrutabili saranno i suoi metodi e le strategie che essa porrà in atto per raggiungere i propri obiettivi. Forse, più che empatica, potrebbe essere psico-patica.”

“Una singola ricerca su Google, oggi, necessita di più potere computazionale di tutta la spedizione Apollo 11, ma una frazione infinitesimale della forza lavoro umana.”

“Nell’accezione moderna, un PMS ha via via perso il suo significato originale di – letteralmente – “sistema di gestione della proprietà” e ha cominciato a identificarsi più come un hub, un “connettore” tra altre tecnologie, al punto che inizia a sorgere il dubbio, tra gli addetti ai lavori, che l’acronimo PMS debba essere finalmente mandato in pensione.”

“Paradossalmente (ma solo a prima vista), più tecnologia realmente utile si aggiunge in hotel, più umana diventa l’esperienza dell’ospite, perché si libera il personale da tutti questi compiti ripetitivi, riposizionandolo dove risiede realmente il valore aggiunto: ovvero nel prendersi cura degli ospiti.”

“L’high-tech è percepita esattamente come l’opposto dell’high-touch ed è associata a un servizio inferiore. In realtà, Google offre spesso traduzioni molto più accurate della maggior parte dei camerieri stagionali sottopagati nei ristoranti e consigli sulla destinazione migliori rispetto a tanti volontari nei centri di informazione per i turisti.”

“Se una macchina può ricoprire la posizione di un impiegato in carne e ossa senza che il cliente percepisca la sua esperienza come diminuita a causa di questo rimpiazzo, allora la macchina è preferibile all’uomo per quella determinata posizione.”

“Elon Musk ha predetto che entro 5-10 anni potremo comunicare telepaticamente per il tramite di impianti cerebrali – quindi cadrebbe anche la necessità di coordinarsi con il proprio staff durante le interminabili riunioni del lunedì mattina.”

“Registrare manualmente i dati anagrafici su un PMS non è artigianato. Non c’è nessun valore aggiunto nel fatto che sia un essere umano a farlo, piuttosto che una macchina.”

“Insegno in varie università e MBA ormai da anni e noto sempre con sconforto che stiamo preparando questi studenti per professioni che non esisteranno più quando si affacceranno al mondo del lavoro.”

“Se poteste scegliere tra un general manager ateo e un amish, dubito che scegliereste il secondo. E non per una questione di discriminazione religiosa, ma perché non potrebbe (pena violare il suo credo) utilizzare un computer. Il general manager ateo avrebbe un vantaggio sleale nei confronti dell’amish, un vantaggio tecnologico, così come un individuo “tecnologicamente aumentato” avrebbe un vantaggio (sleale o meno, poco importa nell’economia del nostro discorso) rispetto a un suo collega biologico.”

“Buy local” non è necessariamente la scelta migliore quando si tratta di tecnologia. Non c’è nessun vantaggio nell’acquistare software “a chilometri zero”

“In Europa, soprattutto, schiacciati da una legge (il GDPR) apertissima alle interpretazioni, gli albergatori devono affrontare un ulteriore livello di complessità nell’acquisire i dati dei propri ospiti nel rispetto di una normativa talmente vaga, a livello tecnologico, da rasentare il nichilismo procedurale.”

“Il problema centrale, con la quasi totalità delle strategie di revenue management, è che il prezzo finale non è quasi mai la somma scientifica del valore intrinseco degli attributi unici della camera, ma – nella migliore delle ipotesi – un’approssimazione arbitraria influenzata da metriche volatili, se non addirittura da pregiudizi, stati emotivi e bias cognitivi.”

“Una nuova industria post-umana (e attenzione a chi afferma altrimenti: niente affatto dis-umana) grazie ai quali gli albergatori, finalmente liberati da compiti complessi e non scalabili, potranno tornare all’essenza della loro professione: prendersi cura dei propri ospiti.”

“Comprendere che, almeno per ora, intelligenza biologica e artificiale non sono in competizione, ma in cooperazione, ci permette di liberarci dall’archetipico sospetto che abbiamo nei confronti delle macchine e valutare con chiarezza mentale i progressi tecnologici.”

“Non è tecno-snobismo: semplicemente le sono superiori all’uomo quando si tratta di operazioni logiche, quindi continuare a creare strategie tariffarie su un foglio di calcolo Excel è un modus operandi non solo arcaico, ma anche pericoloso.”

“Non esiste UN web, ne esistono 7,8 miliardi, uno per ogni abitante del pianeta. Forse di più, se si considera che lo stesso utente ha un ciclo vitale che lo porta a modificare nel tempo le proprie abitudini d’acquisto.”

“La tecnologia che ci ha regalato Tinder è la stessa a causa della quale, nel 2011, un terzo di tutte le domande di divorzio negli Stati Uniti conteneva la parola “Facebook”.”

“Un’intelligenza artificiale che ragiona in tutto e per tutto come noi, sarà capace di provare sofferenza? E, se così fosse, come dovremmo trattare l’AI? Come un nostro schiavo? Come un eguale? Come uno schiavista?”

“Invece di inseguire questa chimera dell’all-in one a tutti i costi (per ragioni a me ignote ancora cara a molti imprenditori, forse abbagliati dal miraggio di avere un unico interlocutore), dovremmo lasciare che diversi fornitori si concentrino sulle loro rispettive nicchie, piuttosto che essere presi in ostaggio da un unico provider.”

“Mentre i principali RMS AI-based sul mercato oggi possono prendere milioni di decisioni al giorno,16 il nostro cervello supera a fatica le 35.000.Ciò significa che, per avere la stessa accuratezza di un RMS, un singolo albergo dovrebbe assumere una squadra di 3.000 revenue manager, per un costo di oltre 200 milioni di euro l’anno.”

“Potrei volare da Barcellona a Londra con Ryanair e poi soggiornare in un hotel a cinque stelle. Ryanair pensa che io sia il loro tipo di cliente, mentre l’hotel pensa che io sia un tipo di cliente a cinque stelle. In realtà potrei essere un viaggiatore più interessato al cuscino su cui dormo rispetto che al sedile su cui mi siedo per due ore. In questo modo, nessuno dei due brand comprenderà le mie reali preferenze di stile di vita finché non inizieranno a collaborare.”

“È la nostra umanità che ci lega e il tocco umano è la più grande leva che abbiamo per migliorare il valore e l’esperienza che offriamo agli ospiti. Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, dobbiamo imparare a usare gli automatismi e a liberare il personale umano da compiti noiosi e ripetitivi.”

“La chiusura mentale, la mancanza di immaginazione e questa fiducia incrollabile nello status quo mal convivono con la realtà in cui viviamo, nella quale la velocità di innovazione tende a essere esponenziale, piuttosto che lineare.”

“Per comprendere la realtà, bisogna tornare alla maieutica socratica. Il sapere di non sapere come unico sapere possibile. Solo quando ci si libera dall’arroganza delle sovrastrutture mentali (il sé, l’ego) allora ci si riallinea con il divenire e si accetta, senza temerlo, il cambiamento.”

“La tecnologia è cambiamento, il cambiamento fa paura, ergo la tecnologia fa paura. Tuttavia essa fa paura perché non la si comprende, in quanto si cerca di interpretarla con schemi mentali pregiudiziali o, ancora peggio, la si subisce acriticamente.”

“Kitanai, kiken, kitsui” è un modo di dire Giapponese, traducibile in “sporchi, pericolosi e umilianti” e si riferisce a quei lavori non qualificati e sottopagati che pochi sono disposti a fare. Fino a poco tempo fa, l’utilizzo di lavoratori non biologici era riservato quasi esclusivamente a queste 3K; tuttavia, negli ultimi anni, si è consolidata una nuova tendenza che vede il fenomeno dei robot, intelligenza artificiale e service automation sempre più in concorrenza con i lavoratori umani per impieghi più specializzati e meglio pagati.”

“Non è difficile immaginare un futuro, anche piuttosto prossimo, in cui milioni di persone perderanno qualsiasi tipo di valore economico e saranno difficilmente o per nulla impiegabili. Non è un caso che si cominci a parlare con insistenza di reddito minimo universale proprio ora: quando (e, si badi bene, non se) la forza-lavoro umana non specializzata sarà diventata superflua, queste persone non avranno più nessuna forma di sostentamento.”

“Al contrario degli impiegati non biologici, i quali possono essere “aggiornati” semplicemente tramite un update di sistema, quelli umani vanno incontro a una pericolosa obsolescenza, spesso ancor prima di entrare nel mondo del lavoro.”

“Un hotel che puntasse molto sugli automatismi potrebbe essere percepito allo stesso tempo come innovativo e all’avanguardia o come spietatamente orientato al profitto a scapito del personale umano.”

“Un ospite che fa self check-in a un chiosco non è solo il consumatore del servizio, ma ne è anche l’erogante. Se, e quando l’auto check-in diventerà la regola in hotel, la responsabilità del servizio si trasferirà in toto dall’operatore al front office all’ospite stesso (e, per proprietà transitiva, alla tecnologia utilizzata).”

“Se l’ospite fa check-in in maniera autonoma, allora il receptionist non dovrà conoscere il software gestionale necessario. Questo significa che si può aumentare il numero di esseri umani impiegabili a un costo minore, in quanto il loro lavoro diventa via via meno qualificato e che l’esperienza dell’ospite, in futuro, non sarà più soltanto il risultato del rapporto tra ospite e staff, ma tra ospite, staff e tecnologia presente in struttura.”