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Quote by Simone Puorto

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Simone Puorto

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“America is the wealthiest nation on Earth, but its people are mainly poor, and poor Americans are urged to hate themselves. To quote the American humorist Kin Hubbard, 'It ain’t no disgrace to be poor, but it might as well be.' It is in fact a crime for an American to be poor, even though America is a nation of poor. Every other nation has folk traditions of men who were poor but extremely wise and virtuous, and therefore more estimable than anyone with power and gold. No such tales are told by the American poor. They mock themselves and glorify their betters. The meanest eating or drinking establishment, owned by a man who is himself poor, is very likely to have a sign on its wall asking this cruel question: 'if you’re so smart, why ain’t you rich?' There will also be an American flag no larger than a child’s hand – glued to a lollipop stick and flying from the cash register. Americans, like human beings everywhere, believe many things that are obviously untrue. Their most destructive untruth is that it is very easy for any American to make money. They will not acknowledge how in fact hard money is to come by, and, therefore, those who have no money blame and blame and blame themselves. This inward blame has been a treasure for the rich and powerful, who have had to do less for their poor, publicly and privately, than any other ruling class since, say Napoleonic times. Many novelties have come from America. The most startling of these, a thing without precedent, is a mass of undignified poor. They do not love one another because they do not love themselves.”

“Non mi sembra troppo inverosimile che, tra cinque anni, i Marriott e gli Hilton del mondo inizieranno a costruire meta-versioni dei loro hotel in Horizon, consentendo agli avatar/ospiti di incontrarsi con i loro amici nella hall, o fare brainstorming nelle sale riunioni virtuali, ovviamente a pagamento.”

“L’Estonia ha recentemente deciso di sperimentare (con successo) dei giudici-robot per risolvere tutte quelle controversie civili di minore entità (fino a 7.000 euro). Quali potrebbero essere le applicazioni AI nel travel?”

“Grazie al mind-uploading o all’immortalità digitale, un ospite defunto potrebbe continuare a scrivere recensioni, oppure a postare foto dei suoi soggiorni mentre era in vita. L’hotel dovrebbe rispondere a questi commenti? Oppure inviargli gli auguri di compleanno o le condoglianze ogni volta che ricorre la data della morte? È un bel mal di testa per i CRM e per la marketing automation: quanto loyal può essere un ospite trapassato? Può ancora essere un brand ambassador? Se in vita ha parlato molto del tuo hotel sui suoi social, allora potrebbe continuare a farlo da morto.”

“Rispetto a qualunque altro formato, il metaverso offre una ricchezza di significato (semantica) e di segni (semiotica) imparagonabile a qualsiasi altro mezzo comunicativo. Grazie alla sua immersività, è possibile azzerare la distanza tra il punto di vista di chi voglio raggiungere e il punto di vista che gli voglio far conoscere.”

“I confini tra materiale e immateriale sono un retaggio del XX secolo. La realtà, ormai, è mista. Perché la gente paga migliaia se non milioni di euro per comprare un jpg di una scimmietta? Perché la distinzione tra reale e irreale è un consenso comune. Ricordi quel quadro di Magritte? Questa non è una pipa. Puoi provare il contrario? No! E da prima di Aristotele che ci facciamo domande su cosa sia la realtà. Io sono un costruttivista in questo senso. La realtà è un costrutto sociale, non è oggettiva. E se socialmente raggiungiamo il consenso che il Pikachu che vedo dentro Pokémon GO è reale, allora lo è.”

“Nel travel, perlopiù il metaverso è strumentale e non autoreferenziale, come nel gaming. È solo uno strumento. Non prenoto su Booking ma prenoto su Decentraland. Che differenza fa? Comunque in hotel devo andarci. Cambia solo il mezzo. È come dire che da quando siamo passati da prenotare dal telefono alla email abbiamo dematerializzato il travel. È puro nonsense.”

“La nozione centrale di "viaggio" potrebbe trasformarsi in modi che possiamo solo intravedere oggi. Pensa a come è cambiata negli anni la connotazione della parola “amico”. Fino al 2004, un amico era una persona fisica con cui uscivi nella vita reale. Dopo Facebook, il termine è diventato anche sinonimo di “connessione virtuale”, qualcuno con cui potresti non aver mai scambiato una singola parola. Quindi chissà cosa significherà viaggiare tra 10-15 anni. Possiamo solo speculare, ma, almeno in teoria, le applicazioni del metaverso sono illimitate: vuoi visitare Atlantide, l’Antica Roma o Marte? Puoi viaggiare nel tempo e nello spazio e sperimentare qualcosa che non esiste nel mondo fisico. Il travel ha un impatto catastrofico sull'ambiente. Il nostro settore, se continua così, farà alzare la temperatura di un grado e mezzo nel giro di 25 anni. Non lo dico io, ma i dati. Solo le emissioni di carbonio causate del volo civile sono cresciute del 75% dagli anni '90. Trovare alternative praticabili a un settore talmente dannoso per l'ambiente come il nostro non è solo auspicabile. È, a questo punto, obbligatorio.”

“La vita del nomade digitale è stata mitizzata, probabilmente a causa dei social network. Non troverete molti operai di fabbrica nomadi digitali, ma copywriter, esperti SEO, startupper, e anche imprenditori e CEO di aziende online.”