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Quote by Donna Tartt

“Lo so, lo so, ma ascoltami. Hai letto L’idiota, vero? Sì. Beh, L’idiota è un libro molto inquietante per me. Mi ha fatto così effetto che dopo non ho quasi più letto romanzi, a parte roba tipo ‘Uomini che odiano le donne’. Perché… provavo a intromettermi, …be’, magari me lo dici dopo, a cosa pensavi, lasciami finire di dirti perché l’ho trovato inquietante. Perché tutto quello che Myškin fa è buono… altruista… tratta tutti con compassione e comprensione e a cosa porta tutta quella bontà? Omicidi! Disastri! Una volta mi preoccupavo un sacco di questa cosa. Me ne stavo sveglio a letto di notte e mi preoccupavo! Perché – perché? Com'era possibile? Ho letto quel libro tre volte, pensando di non averlo capito. Myškin era gentile, amava la gente, era tenero, perdonava sempre, non faceva mai niente di sbagliato – ma si fidava di tutte le persone sbagliate, prendeva solo decisioni sbagliate, faceva soffrire tutti quelli che gli stavano intorno. Quel libro contiene un messaggio oscuro. “A che pro essere buoni?” Ma – questo è ciò che ho capito ieri notte, mentre guidavo. E se… se fosse più complicato di così? Se fosse vero anche il contrario? Perché se è vero che il male può discendere dalle buone azioni… dove sta scritto che da quelle cattive può venire solo il male? Magari a volte – il modo sbagliato è quello giusto? Magari prendi la strada sbagliata e ti porta comunque dove volevi? O vedila in un altro modo, certe volte puoi sbagliare tutto, e alla fine viene fuori che andava bene?”

Quote by Donna Tartt

Work

The Goldfinch

A story centered around a young boy who survives a tragic accident and is left with a priceless painting, leading to a complex journey of self-discovery and moral dilemmas. more

Author

Donna Tartt
Donna Tartt

Donna Tartt is an American author known for her unique narrative style and profound psychological descriptions. Her works are characterized by complex characters and captivating plots. Her debut novel, 'The Goldfinch,' received widespread acclaim and won multiple literary awards. more

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“Argentina. The word itself had lost little of its power to startle and had, due to my ignorance of the physical place it occupied on the globe, assumed a peculiar life of its own. There was the harsh Ar at the beginning, which called up gold, idols, lost cities in the jungle, which in turn led to the hushed and sinister chamber of Gen, with the bright, interrogative Tina at the end—all nonsense, of course, but then it seemed in some muddled way that name itself, one of the few concrete facts available to me, might itself be a cryptogram or clue.”

“Rise. «I grandi quadri – la gente accorre per vederli, attirano folle, sono riprodotti all’infinito sulle tazze e sui tappetini dei mouse e su qualunque cosa. E, questo riguarda anche me, puoi passare una vita intera a visitare musei con grande piacere, un bel giretto, e poi via, a pranzo da qualche parte. Ma…» tornò a sedersi sul tavolo, «se un quadro ti affonda davvero nel cuore e cambia il tuo modo di vedere, e di pensare, e di provare emozioni, non pensi, “oh, amo questo quadro perché è universale”, “amo questo quadro perché parla a tutto il genere umano”. Non è questa la ragione per cui ci si innamora di un’opera d’arte. È un sospiro segreto in un vicolo. Pss, tu. Ehi ragazzino. Sì, proprio tu.»”

“It is a terrible thing to learn as a child that one is a being separate from all the world, that no one and no thing hurts along with one's burned tongues and skinned knees, that one's aches and pains are all one's own. Even more terrible, as we grow older, to learn that no person, no matter how beloved, can ever truly understand us. Our own selves make us most unhappy, and that's why we're so anxious to lose them...”