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Quote by Kurt Diemberger

“La tua terra non è semplicemente il posto dove sei nato e vissuto da bambino. La tua terra si espande e man mano che tu vivi le tue radici affondano nel suolo di altri paesi. E’ un dono della vita, ma anche un peso, perchè gioia e nostalgia diventano tuoi compagni sempre più inseparabili.”

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Work

Gli spiriti dell'aria

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Author

Kurt Diemberger

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“Ho sentito Guido Ceronetti (il suo cinismo e l'incantamento dei viaggiatori del Gran Tour li abbiamo evocati in egual misura lungo la strada) affermare che a fare la Storia sono "i piedi instancabili dell'Homo sapiens". Dio l'abbia in gloria per questa folgorante definizione. Quei piedi senza pace dicono che alla fine non vincerà il sedentario abbarbicato alle sue rendite, ma il suo antagonista di sempre: chi molla tutto chi supera il dolore del distacco e la paura del mare nero per cercare una vita migliore. Vince chi brucia le navi sulla battigia per non cadere nella tentazione del ritorno. Nulla però può fermare un ventenne che prende il mondo contromano, a stomaco vuoto e la testa piena di sogni. Mi avete insegnato che l'uomo ha piedi, non radici, e che da sempre la Storia "facit saltus" grazie a quelli che li usano, chiamateli viaggiatori o migranti, oppure trasmigratori, come li definiva l'uomo dalla mascella volitiva per nascondere la miseria dell'emigrazione. Mio nonno fu un migrante della fame, partì da solo a otto anni per l'Argentina. C'è di mezzo anche il mio vecchio in questo viaggio. È anche per causa sua se sento simpatia per gli esiliati. Come loro, sono conscio di aver esercitato un diritto millenario, primordiale. Anche a costo di bucare frontiere e aprire varchi nei reticolati con le cesoie.”

“«Questa sei tu. La tua realtà, la tua vera essenza, il tuo io. Tu sei il Nord. E non importa quanto il cielo possa essere scuro, non importa la luce delle stelle o il mare in burrasca. Tu esisterai sempre, e il tuo ago, la tua bussola interiore, indicherà dove sei». Si fermò, la voce leggermente incrinata. «Per i miei genitori era importante, loro volevano che io mi trovassi, che sapessi chi ero. E ora sono io a volerlo con te. Faith, ho bisogno di sapere che mi ricorderai. Se mai ti iniettassero un siero in testa, so che non sarà questa scritta a farti rinsavire, so che non sarà il mio nome a farti ricordare ma ti prego... Faith, posso condividere il tuo Nord? Su questa bussola, possiamo essere il Nord insieme? Cosi quando troverai te stessa... ritroverai anche me. Ovunque, con o senza memoria».”

“[Pechblende] einer eigenthümlichen, selbstständigen metallischen Substanz bestehe. Es fallen folglich auch deren bisherige Benennungen, als: Ресhblende Eisenpecherz, hinweg, welche nun durch einen neuen ausschliessend bezeichnenden Namen zu ersetzen sind. Ich habe dazu den Namen: Uranerz (Uranium) erwählt; zu einigem Andenken, dass die chemische Ausfindung dieses neuen Metallkörpers in die Epoche der astronomischen. Entdeckung des Planeten Uranus gefallen sei. [Pitchblende] consists of a peculiar, distinct, metallic substance. Therefore its former denominations, pitch-blende, pitch-iron-ore, &c. are no longer applicable, and must be supplied by another more appropriate name.—I have chosen that of uranite, (Uranium), as a kind of memorial, that the chemical discovery of this new metal happened in the period of the astronomical discovery of the new planet Uranus.”

“At the centre of all these noble races we cannot fail to see the blond beast of prey, the magnificent blond beast avidly prowling round for spoil and victory; this hidden centre needs release from time to time, the beast must out again, must return to the wild: - Roman, Arabian, Germanic, Japanese nobility, Homeric heroes, Scandinavian Vikings - in this requirement they are all alike. It was the noble races which left the concept of 'barbarian' in their traces wherever they went; even their highest culture betrays the fact that they were conscious of this and indeed proud of it.”