“«[...] frequentare me, sentirmi raccontare delle mie esperienze passate, rafforza quell'idea tutta positiva e assolutamente acritica dell'altro mondo, dell'Occidente... Non so... A volte ho paura di aver...» «Di averle aiutate a crearsi una fantasia parallela», intervenne lui «che si contrappone alla sovrastruttura inventata dalla Repubblica islamica?» «Sì, sì» annuii con foga. «Be', allora, in primo luogo non è solo colpa tua. Nessuno riuscirebbe a sopravvivere nel mondo che vogliono imporci loro: dobbiamo tutti inventarci un paradiso personale verso cui evadere. Nondimeno», concluse «qualcosa che puoi fare ci sarebbe». «Davvero?» domandai ansiosa, ancora un po' avvilita, e morendo dalla voglia di ricevere istruzioni, per una volta, anziché darne. «Sì, davvero, e anzi lo stai già facendo con questo tuo seminario, se non rovini tutto. Fa' ciò che i poeti fanno con i loro re filosofi. Non c'è bisogno di creare una fantasia parallela dell'Occidente: da' alle tue ragazze il meglio di quanto l'altro mondo può offrire: la finzione letteraria - restituisci loro l'immaginazione!» concluse trionfante [...]”
Quote by Azar Nafisi
Work
Reading Lolita in Tehran: A Memoir in Books
In this memoir, the author reflects on her personal journey of discovering books and the profound impact they had on her life in Tehran, Iran. The narrative delves into the significance of reading forbidden literature during a time of political and social upheaval. more
Author
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