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Quote by Henry James

“Mary Antrim non era l’unico fantasma della sua vita. Forse, rispetto alla maggioranza degli uomini, non erano molte le persone che gli erano mancate, ma per lui queste perdite avevano contato di più. Anche se non l’aveva toccato così da vicino, in un certo modo la morte aveva lasciato nel suo animo un’impronta più profonda. A poco a poco egli aveva preso l’abitudine di soffermarsi sui suoi morti ad uno ad uno, e piuttosto presto nella vita aveva cominciato a pensare che andasse fatto qualcosa per loro. E loro erano lì, accanto a lui, forti di quell’essenza semplificata, più intensa, di quell’assenza consapevole, di quella pazienza eloquente, così corporei e presenti che pareva avessero soltanto perduto l’uso della parola. Quando non li si percepiva più, quando ogni suono cessava, era come fosse ancora lì, in terra, il loro purgatorio; chiedevano così poco, poveretti, che ricevevano ancor meno, e morivano di nuovo, morivano ogni giorno del duro trattamento che riservava loro la vita. Per loro nulla era stato predisposto: non avevano prerogative né onori, nessun rifugio, nessuna salvaguardia. A provvedere ai vivi c’erano pur sempre anche i più egoisti tra gli uomini; ma nessuno, nemmeno chi era ritenuto più generoso, faceva nulla per quegli altri. E così, col passare degli anni, andò maturando in George Stransom una risoluzione: lui sì, almeno, avrebbe fatto qualcosa, l’avrebbe fatto cioè per i suoi morti; e nell’adempiere a quel sommo atto di misericordia”

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Work

The Altar of the Dead

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Author

Henry James

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“Elena never understood why people chose caskets made of noble hardwoods that would take a long time to break down. If so many people believe that we are all of dust and to dust must turn again, why delay the return? They pick fancy caskets just to show off, she thinks, why would they do it otherwise, if they know neither the coffin nor what's inside it are destined to last but to rot, to be eaten by worms, both the wood and the body that no longer hold the person it was, a body that no longer belongs to anyone, like an empty bag, incomplete, a pod without seeds.”