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Quote by Victor Hugo

“Vi è sotto la società, insistiamo, e vi sarà sempre, fino al giorno in cui l'ignoranza non sarà del tutto scomparsa, la grande caverna del male. Questa caverna è al di sotto di tutte, ed è nemica di tutte. È l'odio senza eccezioni. [...]Questa caverna ha come scopo l'inabissamento di tutto. Di tutto. Comprese le caverne superiori, che essa esecra. Essa non mina solamente, nel suo odioso brulicare, il presente ordine sociale; essa mina la filosofia, la scienza, il diritto, il pensiero umano, la civiltà, la rivoluzione, il progresso. Si chiama semplicemente furto, prostituzione, omicidio e assassinio. Essa è tenebra, e vuole il caos. La sua vòlta è fatta d'ignoranza.”

Quote by Victor Hugo

Work

Les Misérables

Victor Hugo's 'Les Misérables' is an epic narrative that delves into the lives of various characters, including Jean Valjean, a former convict seeking redemption, and Fantine, a woman struggling in poverty. The story is rich in historical detail and moral complexity, offering a profound examination of society's flaws and the resilience of the human spirit. more

Author

Victor Hugo
Victor Hugo

Victor Hugo, a French romantic poet, novelist, and playwright, was born on February 26, 1802, and died on May 22, 1885. He is considered one of the greatest writers in French literary history, known for his profound humanistic concerns and rich imagination. more

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“Cosa significa il fatto che il popolo italiano legge di preferenza gli scrittori stranieri? Significa che esso subisce l'egemonia intellettuale e morale degli intellettuali stranieri, che esso si sente legato piú agli intellettuali stranieri che a quelli «paesani», cioè che non esiste nel paese un blocco nazionale intellettuale e morale, né gerarchico e tanto meno egualitario. Gli intellettuali non escono dal popolo, anche se accidentalmente qualcuno di essi è d'origine popolana, non si sentono legati ad esso (a parte la retorica), non ne conoscono e non ne sentono i bisogni, le aspirazioni, i sentimenti diffusi, ma, nei confronti del popolo, sono qualcosa di staccato, di campato in aria, una casta, cioè, e non un'articolazione, con funzioni organiche, del popolo stesso.”

“Cosa significa il fatto che il popolo italiano legge di preferenza gli scrittori stranieri? Significa che esso subisce l'egemonia intellettuale e morale degli intellettuali stranieri, che esso si sente legato piú agli intellettuali stranieri che a quelli «paesani», cioè che non esiste nel paese un blocco nazionale intellettuale e morale, né gerarchico e tanto meno egualitario. Gli Gli intellettuali non escono dal popolo, anche se accidentalmente qualcuno di essi è d'origine popolana, non si sentono legati ad esso (a parte la retorica), non ne conoscono e non ne sentono i bisogni, le aspirazioni, i sentimenti diffusi, ma, nei confronti del popolo, sono qualcosa di staccato, di campato in aria, una casta, cioè, e non un'articolazione, con funzioni organiche, del popolo stesso.È da ricordare ciò che scrisse Edoardo Boutet sugli spettacoli classici (Eschilo, Sofocle) che la Compagnia Stabile di Roma diretta appunto dal Boutet dava all'Arena del Sole di Bologna il lunedí – giorno delle lavandaie – e sul grande successo che tali rappresentazioni avevano. È anche da rilevare il successo che nelle masse popolari hanno sempre avuto alcuni drammi dello Shakespeare, ciò che appunto dimostra come si possa essere grandi artisti e nello stesso tempo «popolari».”

“Before proceeding with a detailed analysis, it is worth elaborating what I mean by the word ‘state’ within the context of this book. Gramsci presented a number of definitions for the term in his Prison Notebooks, written while imprisoned by the fascist regime in Italy(1). The one that I find most relevant to the case of Egypt under direct military rule is a definition that views the state merger between the concepts of civil and political society. In simpler terms, the state as a social reformation contains both: the public apparatus of the state (political society), such as the judicial system, and the private apparatus (civil society), like the media, education system and so on (Carnoy, 1983). Accordingly, the state is everywhere and is the tool used by the ruling class to project their power over society, which is very germane to the Egyptian case. Indeed, the ultimate goal of the Egyptian military establishment is not only dominance over the public state apparatus, but the use of its position to accumulate social power, extending the boundaries of the state so that it swallows up the private sphere—establishing total dominance over society and transforming the public space into a militarized space. This metaphor has been used by Zineb Abu-El Magd in her detailed study of the military’s economic empire (Abu Al Magd, 2018), albeit through a Foucaultian theoretical lens. Abu-El Magd has argued that the military’s economic dominance allowed it to penetrate the lives of ordinary Egyptians, transforming the country into a military camp. In this chapter, however, I intend to use the metaphor to examine the military’s dominance over the state and its ability to use the state apparatus to transform the public space, in a manner that is unique to Sisi and his regime.” Chapter 2: The New Leviathan, page 51”