“«Questo è quel che sognavo» pensai. «Così speravo che fosse, la vita a Manderley.» Avrei voluto restare lì seduta, senza parlare, senza dover ascoltare gli altri, riponendo nel cassetto dell'eternità questo momento in cui tutti eravamo in pace, soddisfatti e un po' assopiti, perfino l'ape che ci volava attorno. Tra poco non sarebbe più stato lo stesso, sarebbero arrivati un altro giorno, un altro anno. E noi forse saremmo cambiati, non ci saremmo mai più seduti così. Qualcuno di noi sarebbe partito, o si sarebbe ammalto, o sarebbe morto: il futuro si estendeva davanti a noi, sconosciuto, imprevedibile, forse non sarebbe stato quel che volevamo, quel che avevamo disposto. Ma il momento presente era salvo, era intoccabile. Maxim e io eravamo seduti qui, mano nella mano, il passato e il futuro non avevano alcuna importanza. La sicurezza stava in questo insignificante frammento di tempo, che lui non avrebbe mai ricordato. ... Per loro era solo un dopo pranzo, le tre e un quarto di un pomeriggio qualsiasi, un'ora e un giorno come tutti gli altri. Loro - a differenza di me - non avevano il desiderio di trattenere questo momento, di salvarlo. Non avevano paura, loro.”
Quote by Daphne du Maurier
Book:Rebecca
Work
Rebecca
Daphne Du Maurier's 'Rebecca' is a psychological thriller that delves into the complex dynamics of a marriage. The story follows the new wife of Maxim de Winter, who must navigate the shadow of his first wife, the enigmatic and seemingly perfect Rebecca. Set against the backdrop of a grand English country house, the novel explores themes of jealousy, obsession, and the elusive nature of truth. more
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