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Iss Quotes

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Iss Quotes

“If we adopt the same collaborative mindset and practices that got to the moon and back, and that built the International Space Station, we can alleviate poverty—and do much more.”

“The global population of Earth are involved in the following corporate government experiments: The long term effects of - 1. Nuclear bomb fallout radiation. 2. Man-made wireless radio frequency (RF) radiation. 3. Exposure to man-made electricity. 4. Eclipsing of the Sun by the International Space Station (ISS), satellites, airplanes and jet aircraft contrails (chemtrails). 5. Eating food forced grown using a variety of toxic industrial chemicals. 6. Adding massive amounts of pollution to the atmosphere and water bodies. 7. Living in metal structures. 8. Exposure to abnormally high solar radiation levels. 9. Relocating to areas that the human has no genetic adaptation to. 10. An indoor lifestyle.”

“NASA astronauts have only managed to live continuously on the International Space Station (ISS) for a year and Biosphere 2 on Earth failed at two years of uninterrupted human habitation. Both cases required extracting the sickened people from the toxic environments. At this point it is ludicrous to talk about a permanent manned base on Mars.”

“Ideally, the ISS program will just be one more incremental step on an expanding, incredible journal of exploration and understanding, taking us higher and farther.”

“La scienza vive di domande. Non ha risposte, se non perfettibili. Con un lavorio lento e paziente, allarga la chiazza di luce che è la conoscenza, alleviando le sofferenze materiali dell'umanità, rendendo le nostre vite più lunghe e confortevoli, le forme della vita associata più sofisticate ed efficaci. Ma non elimina l'oscurità. Più la chiazza di luce si allarga, più grande diventa, al contrario, il confine da cui ci si affaccia sul mistero. La scienza non è arrogante. Osserva e misura, azzarda spiegazioni e previsioni, fa errori e si corregge, ma abbraccia anche con lucidità limiti e incertezze. Rifiuta di accettare l'esistenza dell'inspiegabile, ma sa anche che la strada per la comprensione del tutto è forse così lunga che immaginarne la fine è un esercizio vano. Per chi sia tentato dalla presunzione di spiegare ogni cosa e dall'illusione di poter controllare la propria vita, il firmamento è un maestro che umilia e consola al tempo stesso. Forse come il rapporto con Dio per le persone religiose. Io non mi considero tale da molto tempo: la fede ricevuta in eredità non è sopravvissuta agli anni dell'adolescenza e oggi avrei difficoltà insormontabili a immaginare un Dio persona o una religione che non sia prodotto della storia umana. Non me ne rammarico. Ho fiducia nell'etica laica e nella vita ho visto virtù e meschinità distribuite grosso modo egualmente tra persone religiose o meno. Ma alle prime, questo si, invidio la facilità del contatto con il trascendente. Chi, come me, non frequenta chiese, sinagoghe, moschee o templi, dovrebbe se non altro frequentare con assiduità la volta celeste.”