“Può non essere sempre evidente ed esplicito nella forma del nome il nesso necessario con la sua ragione prima, ma ciò è dovuto soltanto all'ignoranza degli uomini, alla fuga del tempo, ed i sapienti, i saggi, i maghi e gli dèi sono tali in ragione delle loro maggiore o assoluta conoscenza di questi nessi. In origine ogni nome è una kenning. Ora essa, qual è praticata dagli scaldi, ci appare nel suo aspetto intellettualistico e concettoso di indovinello, nel riferimento ad una sapienza esclusiva ed esoterica, ma nostro è l'abbaglio nel percepirla così: nella struttura e nel senso suo più genuino essa è il modello originario del nome nel mito, un modello che può riflettersi in sé, nei suoi elementi costitutivi, all'infinito; primo e ultimo frutto dello sforzo di appropriazione del passato e del presente, di fare il mito.” MythologyNorse MythologyEsoterismKenningScalds Book:The Prose Edda: Norse Mythology Source: The Prose Edda: Norse Mythology
“Una parola specifica in norreno che dica 'mito' propriamente non esiste, potrebbe essere 'accadimento' oppure 'storia' o 'saga': per Snorri, ci sembra, quella che più si avvicina all'essenza del mito è la parola per 'ricordo', 'ricordare'. È sorprendente come riappaia più volte nella narrazione il 'ricordo' degli dèi: gli dèi si adunano e parlano e rammemorano quanto è avvenuto o quanto essi hanno compiuto, e questo par costituire agli occhi del narratore l'atto più proprio del loro sacro consesso. Il memorare, quasi che il ricordo costituisca un atto di vera e propria creazione, o forse, più pianamente, l'unico mezzo di conferma della realtà o verità cui riferirsi nella sconcertante poliedricità delle apparenze. Il ricordo è così l'unica vera esperienza del mito, il tempo del mito e la prospettiva della memoria secolare dell'uomo fino alla sua origine divina.” MemoryMythologyNorse MythologySnorri Sturluson Book:The Prose Edda: Norse Mythology Source: The Prose Edda: Norse Mythology