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Ross Poldark

Book by Winston Graham · 50 quotes · Poldark Saga, Poldark, Ross Poldark

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Ross Poldark Quotes

“And Ross again knew himself to be happy-in a new and less ephemeral way than before. He was filled with a queer sense of enlightnment. It seemed to him that all his life had moved to this pinpoint of time down the scattered threads of twenty years; from his old childhood running thoughtless and barefoot in the sun on Hendrawna sands, from Demelza's birth in the squarlor of a mining cottage, from the plains of Virginia and the trampled fairgrounds of Redruth, from the complex impulses which had governed Elizabeth's choice of Francis and from the simple philosophies of Demelza's own faith, all had been animated to a common end-and that end a moment of enlightenment and understanding and completion. Someone--a Latin poet--had defined eternity as no more than this: to hold and possess the whole fullness of life in one moment, here and now, past and present and to come. He thought: if we could only stop here. Not when we get home, not leaving Trenwith, but here, here reaching the top of the hill out of Sawle, dusk wiping out the edges of the land and Demelza walking and humming at my side.”

“Due anni all’estero gli avevano fatto dimenticare la mentalità ristretta della sua gente. Per loro anche chi viveva a due o tre miglia di distanza era uno straniero. Il fatto che qualcuno avesse allontanato da casa, a dieci miglia da lì, una ragazzina, per di più minorenne, era abbastanza per infiammare ogni genere di passione e pregiudizio, poco importava che lei fosse stata più che felice di seguirlo. Ross si era lasciato guidare dalla sua umanità e adesso lo accusavano di essere un rapitore. Be’, che i cani abbaiassero pure.”

“«Per me, Verity, l’inverno è finito. L’inverno e molto altro. Senza di te, non so che cosa ne sarebbe stato di me. Se ora l’inverno sta arrivando per te, pensi che potrei mai rifiutarmi di aiutarti solo perché vedo le cose in un altro modo? Non posso farmi piacere l’idea che tu sposi Blamey, ma questo è solo perché il tuo benessere mi sta immensamente a cuore. Questo però non significa che non ti aiuterò in ogni modo possibile.»”

“La ragazza era come un giovane animale che per quattordici anni era stato costretto a portare i paraocchi, a tenere lo sguardo fisso sulla sua angusta vita domestica e a dedicarsi solo ai compiti più elementari; per i primi nove anni della sua vita, era stata legata a doppio filo alla madre, in un rincorrersi di malattie, maltrattamenti, povertà e gravidanze, e per gli ultimi cinque aveva dovuto affrontare le stesse cose da sola. Non c’era da sorprendersi che ora il suo corpo e la sua mente stessero cambiando. Nel giro di quattro mesi crebbe di quasi tre centimetri e il suo interesse per i fiori divenne il simbolo della sua visione del mondo sempre più ampia. Aveva preso l’abitudine di pettinarsi i capelli e legarseli sulla nuca, dove a volte riusciva a farli stare, rivelando così i tratti del suo viso. Era graziosa ed espressiva, aveva la pelle chiara e occhi intelligenti e sinceri.”

“L’anno passato si era lasciata trasportare da una corrente fatta di abitudini. E avrebbe potuto continuare così, senza una protesta, fino a diventare una donna di mezza età soddisfatta e priva di ambizioni. Ma, d’ora in poi, avrebbe dovuto nuotare contro corrente, senza trovare alcuno stimolo nella lotta, ma solo amarezza, rimpianto e frustrazione. Restò seduta nella sua camera, da sola, poi giunse l’oscurità e le ombre, simili a braccia, si chiusero su di lei offrendole conforto.”

“Era prassi comune per i giovani ricchi portarsi a letto le sguattere. La differenza era che non le rapivano quando erano ancora minorenni. Be’, adesso lei era grande, grande abbastanza da sapere quello che voleva e sveglia abbastanza da intuire quello che voleva lui ancora prima di lui. Che problema aveva? Gli mancava il senso dell’umorismo che avrebbe potuto vivacizzargli l’esistenza? Ogni sua azione doveva essere per forza mortalmente seria? Un peso che schiacciava mente e mani? L’amore era uno svago; tutti i poeti ne avevano decantato la leggerezza, la levità; solo gli ottusi sollevavano barriere di ideali e di coscienza. L’aria era immobile quella sera. Era raro che la temperatura restasse così alta fin dopo il tramonto.”

“Quella sera niente gli sembrava chiaro. Coloro che declamavano parole dolci erano per forza i migliori consiglieri? Sì, la finestra era spalancata. Scostò le tende e guardò fuori. Nei suoi ventisette anni di vita, aveva elaborato una sorta di filosofia del comportamento. Era pronto a sbarazzarsene la prima volta che veniva messa alla prova? Sentì bussare alla porta. «Avanti» disse. Si voltò. Era Demelza, con una candela. Lei non parlò. La porta si chiuse alle sue spalle. Non si era cambiata e i suoi occhi erano grandi e luminosi. «Cosa c’è?» chiese lui. «Il vestito.» «E allora?» «Il corpetto si slaccia da dietro.» «E allora?» «Non riesco ad arrivare ai gancetti.» Lui la guardò accigliato per un momento. Lei si avvicinò lentamente, si voltò e appoggiò goffamente la candela sul tavolo. «Mi dispiace.» Lui cominciò a slacciarle il vestito. Lei sentì il suo respiro sul collo. Era rimasta un’unica cicatrice di tutte quelle che aveva visto mentre procedeva sulla via del ritorno dalla fiera di Redruth. Le sue mani toccarono la pelle fresca della sua schiena. All’improvviso scivolarono all’interno del vestito e le cinsero la vita. Lei piegò indietro la testa appoggiandola sulla spalla di lui, che la baciò finché la stanza non divenne buia davanti ai suoi occhi. Ma ora, nel momento in cui la vittoria era completa, lei sentì di dover confessare il suo inganno. Non poteva morire senza confessarsi. «Ho mentito» sussurrò, piangendo di nuovo. «Ho mentito sui gancetti. Oh, Ross, non prendermi se mi... odi. Ho mentito... ho mentito...» Lui non disse niente, perché ora niente aveva importanza, né le menzogne, né i poeti, né i principi, né le riserve della mente o del cuore. La lasciò andare e accese un’altra candela.”

“Lei accese le candele e chiuse le finestre per tenere fuori le falene. Quindi si tolse la giacca pesante e sciolse i capelli. Oh, sì, era bellissima stanotte. Ross la circondò con le braccia, il volto reso simile a quello di un ragazzino per le risate, e lei rise insieme a lui, la bocca e i denti che luccicavano umidi alla luce delle candele. A quel punto lui smise di sorridere e la baciò. «Ross» disse lei. «Mio caro Ross.» «Ti amo» disse lui, «e sono il tuo servo. Demelza, guardami. Se ti ho fatto del male in passato, concedimi la possibilità di fare ammenda.»”

“«Ho colto una rosa bianca per il mio amore; Ho colto una rosa rossa nel vento. L’amore nel mio cuore tenta di dimostrare Ciò che il tuo cuore sa già, lo sento. Ho punto su una spina il dito, Ho punto un dito con il sangue. Rosso è mio cuore, ferito e tradito Del tuo cuore ha bisogno, esangue. Sulla lingua il dito ho tenuto Il dito ho tenuto e aspettato Il mio cuore nel dolore caduto Dal tuo amore d’essere salvato.»”