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Quote by Christopher Morley

“Quando si strappano tutte le fibre della civiltà è un lavoro lento quello di ricucirle insieme. Vede quei bambini per la strada che vanno a scuola? La pace è nelle loro mani. Se a scuola viene loro insegnato che la guerra è il più odioso flagello cui possa anda soggetta l'umanità, che imbratta e deforma ogni amabile occupazione dello spirito mortale, allora si potrà avere qualche speranza per il futuro.”

Quote by Christopher Morley

Work

The Haunted Bookshop

This novel delves into the enigmatic world of a unique bookshop, where the past and present intertwine, and the boundaries between reality and the supernatural blur. more

Author

Christopher Morley
Christopher Morley

Christopher Morley was an American journalist and writer, born on May 5, 1890, in Pennsylvania, and died on March 28, 1957. Known for his humorous and witty writing style, Morley is considered an important figure in American literature of the 20th century. more

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“Nessuno parlò più e nessuno si mosse. Un silenzio innaturale li avvolse. L’orologio appeso alla parete continuava a ticchettare scandendo l’avanzare del tempo. Giorgia si ritrovò a fissarlo sperando che cominciasse ad andare all’indietro. I poliziotti rimasero fermi sulla soglia guardando in basso. La preside non si alzò dalla sua scrivania. Tenne i gomiti appoggiati al tavolo e la testa retta dalle mani. Gli occhi fissi su Giorgia abbandonata sulla sedia, con le dita strette ai braccioli. Da lontano si riuscì a udire un insegnante sbraitare contro uno studente che aveva fatto inciampare un compagno di classe. La preside pensò che avrebbe preferito avere mille di quei problemi, piuttosto che dare una notizia del genere a una sua studentessa. Un sospiro le scivolò fuori, involontario. (Dal Capitolo Primo)”

“Per mia fortuna, era stata appena creata la piccola Scuola Agraria di Ben Cat. Situata ai margini della foresta, a cinquanta chilometri da Saigon e a pochi minuti da una Casa di Rieducazione, la mia nuova scuola sembrava un paradiso. Lì, niente bei voti per i bravi, né brutti voti per i lazzaroni. Non davano affatto voti, niente di più semplice. Allora siamo diventati tutti bravi, perché in noi non c’era più né paura né ribellione.”

“Ma quando ero lontano dall'influenza moderatrice della scuola, mi riprendeva il desiderio di selvagge sensazioni ed evasione che solo quelle cronache di disordine sembravano offrirmi. A lungo andare il finto combattimento serale divenne noioso come la routine mattutina a scuola, perché desideravo che mi accadessero vere avventure. Ma le vere avventure, riflettei, non capitano a chi rimane a casa: bisognava andarle a cercare fuori.”