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Scuola Quotes

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Scuola Quotes

“Nessuno ha idea di cosa significhino quelle parole, e se fin da quando Gioia tre mesi fa è arrivata in questa scuola è stata subito additata come Quella-non-del-tutto-a-posto o Quella-con-un-sacco-di-problemi, è anche per quelle quattro parole che si riscrive, ogni mattina, sul braccio. «Ma che roba è? Inglese o cosa?» le aveva chiesto il terzo giorno Giulia Batta, la compagna che nella classifica delle più belle della classe figurava esattamente al primo posto. «O cosa», aveva risposto Gioia, senza neanche guardarla. Avrebbe voluto spiegarle che era in tedesco, quella scritta, e che erano parole quasi intraducibili ma significavano più o meno: “Quando la felicità è qualcosa che cade”, e forse anche dirle perché si scriveva addosso proprio quelle parole, ogni giorno: ma il modo in cui glielo aveva chiesto, gli sguardi di tutti lì intorno, be’, insomma, alla fine tutto quello che aveva risposto era stato: «O cosa». Che per inciso, per settimane intere, erano state anche le uniche parole che aveva scambiato coi suoi nuovi compagni. Il fatto è che certe cose le puoi dire solo a chi sai che le può capire. Che è anche il motivo per cui parliamo così poco, di quello che ci importa davvero.”

“Provare a pensare sin da principio un'educazione alla vita significa pensare un'educazione alla specie: non un'educazione anonima, astratta, generica o metagenerica; ma un'educazione all'essere donne e all'essere uomini; all'essere donne meglio; all'essere uomini meglio; a essere donne e uomini assieme meglio; a essere una specie migliore perché riconoscere le sue radici autentiche, originarie e le sue possibilità di sviluppo.”

“Il mal di grammatica si cura con la grammatica, gli errori di ortografia con l’esercizio dell’ortografia, la paura di leggere con la lettura, quella di non capire con l’immersione nel testo, e l’abitudine a non riflettere con il pacato sostegno di una ragione strettamente limitata all’oggetto che ci riguarda, qui e ora, in questa classe, durante quest’ora di lezione, fintanto che ci siamo.”

“L'innalzamento del minimo si opera con la graduale estensione del campo dei servizi pubblici gratuiti. L'ente pubblico dovrà, fra l'altro, gradualmente provvedere a fornire ai ragazzi istruzione elementare, refezione scolastica, vestiti e calzature convenienti, libri e quaderni ed ai giovani volenterosi, i quali diano prova di una bastevole attitudine allo studio, la possibilità di frequentare scuole medie ed università a loro scelta senza spesa o con quella sola spesa la quale possa essere sostenuta dal giovane disposto a lavorare senza nocumento degli studi; e le scuole dovranno essere varie e adatte, per numero e per attrezzatura, alle occupazioni diverse manuali od intellettuali ai quali i giovani si sentiranno chiamati.”

“Quando si strappano tutte le fibre della civiltà è un lavoro lento quello di ricucirle insieme. Vede quei bambini per la strada che vanno a scuola? La pace è nelle loro mani. Se a scuola viene loro insegnato che la guerra è il più odioso flagello cui possa anda soggetta l'umanità, che imbratta e deforma ogni amabile occupazione dello spirito mortale, allora si potrà avere qualche speranza per il futuro.”

“Nessuno parlò più e nessuno si mosse. Un silenzio innaturale li avvolse. L’orologio appeso alla parete continuava a ticchettare scandendo l’avanzare del tempo. Giorgia si ritrovò a fissarlo sperando che cominciasse ad andare all’indietro. I poliziotti rimasero fermi sulla soglia guardando in basso. La preside non si alzò dalla sua scrivania. Tenne i gomiti appoggiati al tavolo e la testa retta dalle mani. Gli occhi fissi su Giorgia abbandonata sulla sedia, con le dita strette ai braccioli. Da lontano si riuscì a udire un insegnante sbraitare contro uno studente che aveva fatto inciampare un compagno di classe. La preside pensò che avrebbe preferito avere mille di quei problemi, piuttosto che dare una notizia del genere a una sua studentessa. Un sospiro le scivolò fuori, involontario. (Dal Capitolo Primo)”

“Per mia fortuna, era stata appena creata la piccola Scuola Agraria di Ben Cat. Situata ai margini della foresta, a cinquanta chilometri da Saigon e a pochi minuti da una Casa di Rieducazione, la mia nuova scuola sembrava un paradiso. Lì, niente bei voti per i bravi, né brutti voti per i lazzaroni. Non davano affatto voti, niente di più semplice. Allora siamo diventati tutti bravi, perché in noi non c’era più né paura né ribellione.”

“Ma quando ero lontano dall'influenza moderatrice della scuola, mi riprendeva il desiderio di selvagge sensazioni ed evasione che solo quelle cronache di disordine sembravano offrirmi. A lungo andare il finto combattimento serale divenne noioso come la routine mattutina a scuola, perché desideravo che mi accadessero vere avventure. Ma le vere avventure, riflettei, non capitano a chi rimane a casa: bisognava andarle a cercare fuori.”