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Quote by Simone Puorto

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Simone Puorto

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“Il coronavirus ha trasformato lo smart working da movimento marginale, spesso ostracizzato dalle aziende, a “nuova normalità” e molti imprenditori si stanno rendendo conto, con loro sorpresa, che la produttività non è diminuita con il lavoro in remoto, anzi.”

“Un nomade digitale potrebbe voler scegliere un albergo più economico o un appartamento per il suo soggiorno, ma avere comunque bisogno di spazi più professionali di coworking (o camere dedicate) per incontrare clienti o effettuare call importanti. In quest’accezione, il fenomeno del nomadismo digitale è democratizzante: possono trarne vantaggio sia le piccole e piccolissime realtà che gli alberghi di livello superiore.”

“Man mano che ci si libera dalle infrastrutture legacy ci si riappropria della libertà di integrare quanta (e quale) tecnologia si vuole, senza essere “tenuti ostaggio” dalle infrastrutture tecnologiche sottostanti.”

“Più investi in tecnologia, più umana diventa quella tecnologia, in quanto si riposiziona il lavoratore umano dove esse apporta un vero valore aggiunto, ovvero nell’interazione con gli ospiti.”

“Credo che tutte le cose, dall’arte alla vita, anche aspetti tutto sommato più triviali, come il marketing, debbano essere sempre osservate con occhi vergini, come se fosse la prima volta, non importa quante volte ci si è imbattuti nelle stesse problematiche. Questo può significare anche sforzarsi di dimenticare quello che si sa. Significa sottoporsi a una forzatura intellettuale, ma una forzatura che apre le porte della conoscenza.”

“Potremmo affermare che il Futuro (con la F maiuscola) non esista affatto ma che, al contrario, (co)esistano tanti futuri (con le f minuscole) possibili e ugualmente probabili. Quale di questi diventerà il "nostro" Futuro non è in nostro potere prevedere, ma -a conti fatti- è proprio questo l'aspetto più eccitante della scrittura speculativa.”

“L’industria post-umana può mantenere gli stessi volumi di produzione, ma con una frazione della manodopera necessaria. Un robot, inoltre, non ha bisogno di ferie, non si ammala, non è sindacalizzato e, soprattutto, non esistono regolamentazioni sugli stipendi minimi da versargli – considerazione forse cinica, ma decisamente realistica.”