Quotessence
Home / Quotes / Quote by Ta-Nehisi Coates

Quote by Ta-Nehisi Coates

“La schiavitù era la radice di tutte le lotte. Infatti si diceva che le fabbriche rendessero schiave le mani dei bambini, e che la gravidanza rendesse schiavo il corpo delle donne, e che il rum rendesse schiava l'anima degli uomini. In quel momento capii, da quel turbinio di idee, che quella guerra segreta veniva condotta contro qualcosa di più dei Padroni della Virginia, che noi intendevamo non solo migliorare il mondo, ma rifarlo da capo.”

Quote by Ta-Nehisi Coates

Work

The Water Dancer

Browse quotes and source details for this work. more

Author

Ta-Nehisi Coates
Ta-Nehisi Coates

Ta-Nehisi Coates is an American writer known for his insightful social commentary and literary works. His writings often focus on themes of race, history, and social justice, with his most famous work being 'Between the World and Me', which won the Pulitzer Prize in 2015. more

You May Also Like

“Era così che si viveva allora? Vivevamo di abitudini. Come tutti, la maggior parte del tempo. Qualsiasi cosa accade rientra sempre nelle abitudini. Anche questo, ora, è un vivere di abitudini. Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà. Nulla muta istantaneamente: in una vasca da bagno che si riscaldi gradualmente moriresti bollito senza nemmeno accorgertene. C'erano notizie sui giornali, certi giornali, cadaveri dentro rogge o nei boschi, percossi a morte o mutilati, manomesso, così si diceva, ma si trattava di altre donne, e gli uomini che commettevano simili cose erano altri uomini. Non erano gli uomini che conoscevamo. Le storie dei giornali erano come sogni per noi, brutti sogni sognati da altri. Che cose orribili, dicevamo, e lo erano, ma erano orribili senza essere credibili. Erano troppo melodrammatico, avevano una dimensione che non era la dimensione della nostra vita. Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli e questo ci dava più libertà. Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui.”

“Provare a pensare sin da principio un'educazione alla vita significa pensare un'educazione alla specie: non un'educazione anonima, astratta, generica o metagenerica; ma un'educazione all'essere donne e all'essere uomini; all'essere donne meglio; all'essere uomini meglio; a essere donne e uomini assieme meglio; a essere una specie migliore perché riconoscere le sue radici autentiche, originarie e le sue possibilità di sviluppo.”

“La donna è stata ammaestrata da sempre a non conoscere il significato dell'amicizia, gli uomini devono essere amori, le donne rivali. È un'invenzione politica di grande furbizia perché isola la donna dal mondo di chi ha il potere (gli uomini) e dal ondo di chi condivide la sua mancanza di potere (le donne)”

“Giacché se la donna comincia a dire la verità, la figura nello specchio rimpicciolisce; l'uomo diventa meno adatto alla vita. Come potrebbe continuare a giudicare, a civilizzare gli indigeni, a legiferare, a scrivere libri, a indossare il tight e a pronunciare discorsi nei banchetti, se non fosse più in grado di vedersi riflesso, a colazione e a pranzo, almeno due volte più grande di quanto veramente sia?”