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Quote by Simone Puorto

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Simone Puorto

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“Argomenti come etnia, sessualità e orientamento politico potrebbero diventare variabili tutto sommato frivole, in confronto alla differenza di performance tra un individuo aumentato e uno completamente biologico.”

“Tramite un punteggio poligenico, si potrebbero fare previsioni sul rendimento scolastico del bambino ancor prima che sia concepito. La selezione pre-nascita potrebbe, in futuro, diventare molto più importante per l’accesso ad alcuni posti di lavoro rispetto a quanto oggi non lo sia l’università frequentata o la media accademica. Un MBA alla Cornell avrebbe un valore estremamente minore rispetto a un patrimonio genetico selettivamente bioingegnerizzato. I “30 e lode” saranno scritti nei nostri geni ancor prima di nascere.”

“Non è fantascientifico prevedere che, nei prossimi decenni, i governi e le compagnie assicurative promuoveranno il gene editing per abbattere le spese sul sistema sanitario, in quanto si andrebbero a cancellare tutte quelle malattie geneticamente prevedibili sul nascere. Nel futuro, vedremo l’Homo sapiens, nato casualmente dalla “lotteria genetica” come oggi guardiamo al Neanderthal.”

“Le implicazioni degli impianti nel nostro settore sono enormi: se e quando gli impianti diventeranno mainstream, non è difficile prevedere che gli ospiti vorranno poter entrare in camera solo con il tocco della mano, pagare con un gesto e così via. Stesso discorso per chi in hotel ci lavora: potremo dire addio a passe-partout persi e rimpiazzarli con un semplice tocco, finalizzare check-in e check-out con un semplice movimento. Le applicazioni sono davvero infinite.”

“Non è difficile pensare come, nel giro di 10-15 anni, potremmo accedere a una specie di App Store direttamente dal nostro cervello. Immaginate di trovarvi per la prima volta a Parigi: non avete familiarità con le strade, il sistema metropolitano è confusionario e avete anche fame. Non servirà una guida: basterà scaricare direttamente sul vostro BMI i ricordi di un parigino e, immediatamente, saprete muovervi per la città e conoscerete i migliori ristoranti.”

“Il general manager uscente potrebbe semplicemente trasferire i propri ricordi in cloud e il nuovo direttore avrebbe chiara la situazione senza neanche bisogno di report o meeting. Potremmo anche dire addio ai training ogni volta che si cambia un software: il prossimo PMS potrebbe essere installato con i ricordi degli sviluppatori, creando dei power user istantaneamente.”

“Non c’è prova che i ricordi (la “coscienza”) di un essere umano possano essere estrapolati da tessuto cerebrale morto; tuttavia, come asserisce Ken Hayworth, presidente della Brain Preservation Foundation, non è dimostrabile neanche il contrario.”

“Aziende come Nectome e Neuralink stanno dimostrando, perlomeno in via embrionale e teorica, che la tecnologia necessaria per combattere il più grande tabù della nostra specie – la morte – potrebbe essere a poche decine di anni di distanza. L’impatto nel nostro settore non sarebbe da meno: potremmo riportare in vita la coscienza di Conrad Hilton e farci raccontare come era l’hospitality nei primi del Novecento o mantenere in busta paga lo stesso general manager per centinaia di anni.”

“In un mondo transumano, avrebbe ancora senso credere in una divinità? O si diventerebbe noi stessi delle divinità? La blasfemia percepita nel movimento transumanista, a mio avviso, risiede tutta in questo interrogativo centrale: se potessimo uccidere la morte, dovremmo farlo?”

“Un ospite defunto potrebbe continuare a scrivere recensioni, oppure a postare foto dei suoi soggiorni mentre era in vita. L’hotel dovrebbe rispondere a questi commenti? Oppure inviargli gli auguri di compleanno o le condoglianze ogni volta che ricorre la data della morte? È un bel mal di testa per i CRM e per la marketing automation: quanto loyal può essere un ospite trapassato? Può ancora essere un brand ambassador? Se in vita ha parlato molto del tuo hotel sui suoi social, allora potrebbe continuare a farlo da morto.”