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Quote by Simone Puorto

“Le implicazioni degli impianti nel nostro settore sono enormi: se e quando gli impianti diventeranno mainstream, non è difficile prevedere che gli ospiti vorranno poter entrare in camera solo con il tocco della mano, pagare con un gesto e così via. Stesso discorso per chi in hotel ci lavora: potremo dire addio a passe-partout persi e rimpiazzarli con un semplice tocco, finalizzare check-in e check-out con un semplice movimento. Le applicazioni sono davvero infinite.”

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Simone Puorto

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“Non è difficile pensare come, nel giro di 10-15 anni, potremmo accedere a una specie di App Store direttamente dal nostro cervello. Immaginate di trovarvi per la prima volta a Parigi: non avete familiarità con le strade, il sistema metropolitano è confusionario e avete anche fame. Non servirà una guida: basterà scaricare direttamente sul vostro BMI i ricordi di un parigino e, immediatamente, saprete muovervi per la città e conoscerete i migliori ristoranti.”

“Il general manager uscente potrebbe semplicemente trasferire i propri ricordi in cloud e il nuovo direttore avrebbe chiara la situazione senza neanche bisogno di report o meeting. Potremmo anche dire addio ai training ogni volta che si cambia un software: il prossimo PMS potrebbe essere installato con i ricordi degli sviluppatori, creando dei power user istantaneamente.”

“Non c’è prova che i ricordi (la “coscienza”) di un essere umano possano essere estrapolati da tessuto cerebrale morto; tuttavia, come asserisce Ken Hayworth, presidente della Brain Preservation Foundation, non è dimostrabile neanche il contrario.”

“Aziende come Nectome e Neuralink stanno dimostrando, perlomeno in via embrionale e teorica, che la tecnologia necessaria per combattere il più grande tabù della nostra specie – la morte – potrebbe essere a poche decine di anni di distanza. L’impatto nel nostro settore non sarebbe da meno: potremmo riportare in vita la coscienza di Conrad Hilton e farci raccontare come era l’hospitality nei primi del Novecento o mantenere in busta paga lo stesso general manager per centinaia di anni.”

“In un mondo transumano, avrebbe ancora senso credere in una divinità? O si diventerebbe noi stessi delle divinità? La blasfemia percepita nel movimento transumanista, a mio avviso, risiede tutta in questo interrogativo centrale: se potessimo uccidere la morte, dovremmo farlo?”

“Un ospite defunto potrebbe continuare a scrivere recensioni, oppure a postare foto dei suoi soggiorni mentre era in vita. L’hotel dovrebbe rispondere a questi commenti? Oppure inviargli gli auguri di compleanno o le condoglianze ogni volta che ricorre la data della morte? È un bel mal di testa per i CRM e per la marketing automation: quanto loyal può essere un ospite trapassato? Può ancora essere un brand ambassador? Se in vita ha parlato molto del tuo hotel sui suoi social, allora potrebbe continuare a farlo da morto.”

“L’applicazione della robotica in hotel rimane quantomeno sporadica e gli ospiti tendono a percepirla più come un’attrazione, al pari di un avatar Disney nei parchi a tema, che un vero problem solver.”

“Continuare con l’assioma “tecnologia = robot” è una pericolosa, tendenziosa e fallace reductio ad absurdum, tipica di chi non comprende appieno la tecnologia – o, in maniera dolosa, la strumentalizza per fini luddisti.”

“Nel 2020 il settore alberghiero ha dovuto affrontare un calo improvviso e senza precedenti della domanda a causa della pandemia di coronavirus. Da un lato è una grande perdita, dall’altro è una grande opportunità per ripensare se stiamo gestendo l’attività alberghiera in modo razionale o se qualcosa può essere migliorato.”

“Il coronavirus ha trasformato lo smart working da movimento marginale, spesso ostracizzato dalle aziende, a “nuova normalità” e molti imprenditori si stanno rendendo conto, con loro sorpresa, che la produttività non è diminuita con il lavoro in remoto, anzi.”