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Quote by Giorgio E.S. Ghisolfi

“[...] la narrazione a fumetti si giova di due categorie di rappresentazione: semplificazione e caratterizzazione. [...] Il primo porta genericità, dalla quale deriva universalità e dunque facile comprensione e identificazione, il secondo invece focalizza l'attenzione su pochi elementi ai quali è collegato un valore di giudizio. Non uno qualunque: un valore condiviso, perché fondato su stereotipi. pag. 44”

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Work

Superman & Co. Codici del cinema e del fumetto.

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Author

Giorgio E.S. Ghisolfi

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“sia il fumetto sia il cinema possiedono un tempo interno, o del significato, e un tempo esterno, o del significante. Il primo è il tempo rappresentato, attiene alla temporalità diegetica, narrativa, riferita alla vicenda: qui la durata è assoluta in entrambi i media, predeterminata all'origine dall'autore della storia. Il tempo del significante riguarda invece la durata della visione o della lettura, è il tempo della rappresentazione [...]. Se nel cinema la durata di un'inquadratura è anch'essa, per il fruitore, assoluta, poiché determinata nel numero di fotogrammi dal regista, nel fumetto è relativa, soggetta alla variabile rappresentata dalla personalità del lettore. - pag. 64”

“Lo storyboard progetta lungo una striscia virtualmente infinita: è la sequenzialità lineare delle inquadrature sulla pellicola. E' la divisione del tempo. Viceversa il layout progetta all'interno di uno spazio finito: la pagina, dove l'organizzazione del discorso semiotico (tramite l'impaginazione) non riguarda la singola vignetta bensì il loro insieme. E' la divisione dello spazio. - pag. 82”

“il fumetto è un medium nel quale è la forma a condizionare il contenuto piuttosto che l'opposto. Tali codici presuppongono l'esistenza di uno spazio [dimensione] fisico, spaziale e temporale, all'interno del quale operare. Questo spazio è singolare nel fumetto: la pagina (cartacea o digitale), e duplice nel cinema: la pellicola e lo schermo. Nel fumetto dunque gli spazi fisici di produzione e quello di fruizione coincidono, non altrettanto accade nel cinema. - pag. 89”

“La fotografia porta al cinema il codice della verosimiglianza, mentre al fumetto resta quello del disegno. [...] al fumetto (anche quando diventerà cinema di animazione) non interessa il codice della verosimiglianza, semmai l'opposto. Il disegno è per definizione il medium dell'immaginazione, della fantasia. [...] è possibile qualificare l'immagine cinematografica come tendente all'informazione, e quella del fumetto come tendente all'espressione.”

“La luce è [...] uno strumento più complesso del tratto grafico: racchiude da sola tre dei codici che nel fumetto richiedono strumenti separati, cioè forma, colore, contrasto. Il cinema è un linguaggio complesso perché possiede la complessità dell'immagine fotografica, che sempre e contemporaneamente fornisce informazioni su più livelli. - pag. 104”

“Mentre la scrittura ha scelto una direzione in cui svilupparsi, l'immagine ha continuato a frammentarsi nei modi più vari per assecondare i supporti, più o meno regolari, che aveva a disposizione, e che a loro volta dovevano armonizzarsi con gli spazi antropologici e architettonici nei quali sarebbero stati inseriti: architetture fondate su geometrie nelle quali le forme quadrata e rettangolare (rispetto a quella circolare) rappresentano la predominanza. - pag.110”

“[...] nell'ambito del processo creativo, mentre l'inquadratura è un'unità "discreta" [finita e misurabile], risultato di una segmentazione visiva dell'azione scenica prevista dalla sceneggiatura, la vignetta è, all'opposto, il risultato di un'aggregazione concettuale, derivante dall'obbligo alla sintesi costituito dallo spazio fisico della pagina e del numero di pagine. - pag. 124”