Quotessence
Home / Topics / Fumetto Quotes

Fumetto Quotes

Browse 24 quotes about Fumetto.

Fumetto Quotes

“AH AH AH, sai, è buffo, questa situazione. Mi ricorda una barzeletta. Vedi, ci sono questi due tizi in un manicomio ... e una notte, una notte, decidono che sono stanchi di vivere in un manicomio. Decidono che cercheranno di fuggire! Così, salgono sul tetto e, dall'altra parte, vedono i palazzi della città distendersi alla luce della luna... verso la libertà. Il primo salta sul tetto vicino senza alcun problema. Ma il suo amico non osa compiere il balzo perché... perché ha paura di cadere. Allora il primo ha un idea... e dice"ehi, ho preso la torcia elettrica con me! Illuminerò lo spazio tra i due edifici. Così mi raggiungerai camminando sul raggio di luce."M-ma il secondo scuote la testa. E d-dice... dice "co-cosa credi? Che sia pazzo? Quando sarò a metà strada la spegnerai!"[Joker]”

“La fruizione di una narrazione in forma di flusso [cinema] implica una continuità percettiva prevalentemente passiva, differente da quella del frammento, che obbliga il fruitore a un ruolo cognitivamente attivo che passa per la pratica dello spostamento dello sguardo e dello sfogliamento. la diversità di ruolo del fruitore, come dirò più avanti, ha un peso anche nel successo delle operazioni di trasposizione. - pag. 155”

“Cinema e fumetto devono [...] produrre segni specifici per ogni loro enunciato, cioè ogni volta che viene prodotto un film o un fumetto. Non possono ricorrere a un codice segnico standard e finito, quale è appunto un alfabeto [...] Per questo diciamo che si tratta di linguaggi e non di lingue, perché non si tratta di sistemi chiusi, bensì aperti, i cuin codici non risiedono solo in una pluralità di sistemi semiotici e di tipologie di segno utilizzate (verbale, iconico, fonico), ma essenzialmente nelle modalità sincretiche con cui questi sistemi e segni vengono impiegati, mescolati, correlati, e infine recepiti. - pag. 150”

“[...] a inizio Ottocento, sotto l'influsso delle nascenti teorie sociologiche, ma anche di quelle pedagogiche rousseauiane e pestalozziane, il bambino venga finalmente visto come un protagonista del progetto sociale, sia in termini educativi e di utilità sociale. A ciò si accompagna l'introduzione della scuola pubblica e dell'obbligo scolastico (con tempi diversi) nei vari paesi europei, senza tuttavia trascurare, ma anzi favorendo l'aspetto che lo vuole "piccolo consumatore", al quale destinare un numero sempre crescente di attenzioni e prodotti specifici. - pag. 39”

“[...] la narrazione a fumetti si giova di due categorie di rappresentazione: semplificazione e caratterizzazione. [...] Il primo porta genericità, dalla quale deriva universalità e dunque facile comprensione e identificazione, il secondo invece focalizza l'attenzione su pochi elementi ai quali è collegato un valore di giudizio. Non uno qualunque: un valore condiviso, perché fondato su stereotipi. pag. 44”

“sia il fumetto sia il cinema possiedono un tempo interno, o del significato, e un tempo esterno, o del significante. Il primo è il tempo rappresentato, attiene alla temporalità diegetica, narrativa, riferita alla vicenda: qui la durata è assoluta in entrambi i media, predeterminata all'origine dall'autore della storia. Il tempo del significante riguarda invece la durata della visione o della lettura, è il tempo della rappresentazione [...]. Se nel cinema la durata di un'inquadratura è anch'essa, per il fruitore, assoluta, poiché determinata nel numero di fotogrammi dal regista, nel fumetto è relativa, soggetta alla variabile rappresentata dalla personalità del lettore. - pag. 64”

“Lo storyboard progetta lungo una striscia virtualmente infinita: è la sequenzialità lineare delle inquadrature sulla pellicola. E' la divisione del tempo. Viceversa il layout progetta all'interno di uno spazio finito: la pagina, dove l'organizzazione del discorso semiotico (tramite l'impaginazione) non riguarda la singola vignetta bensì il loro insieme. E' la divisione dello spazio. - pag. 82”

“il fumetto è un medium nel quale è la forma a condizionare il contenuto piuttosto che l'opposto. Tali codici presuppongono l'esistenza di uno spazio [dimensione] fisico, spaziale e temporale, all'interno del quale operare. Questo spazio è singolare nel fumetto: la pagina (cartacea o digitale), e duplice nel cinema: la pellicola e lo schermo. Nel fumetto dunque gli spazi fisici di produzione e quello di fruizione coincidono, non altrettanto accade nel cinema. - pag. 89”

“La fotografia porta al cinema il codice della verosimiglianza, mentre al fumetto resta quello del disegno. [...] al fumetto (anche quando diventerà cinema di animazione) non interessa il codice della verosimiglianza, semmai l'opposto. Il disegno è per definizione il medium dell'immaginazione, della fantasia. [...] è possibile qualificare l'immagine cinematografica come tendente all'informazione, e quella del fumetto come tendente all'espressione.”

“La luce è [...] uno strumento più complesso del tratto grafico: racchiude da sola tre dei codici che nel fumetto richiedono strumenti separati, cioè forma, colore, contrasto. Il cinema è un linguaggio complesso perché possiede la complessità dell'immagine fotografica, che sempre e contemporaneamente fornisce informazioni su più livelli. - pag. 104”

“Mentre la scrittura ha scelto una direzione in cui svilupparsi, l'immagine ha continuato a frammentarsi nei modi più vari per assecondare i supporti, più o meno regolari, che aveva a disposizione, e che a loro volta dovevano armonizzarsi con gli spazi antropologici e architettonici nei quali sarebbero stati inseriti: architetture fondate su geometrie nelle quali le forme quadrata e rettangolare (rispetto a quella circolare) rappresentano la predominanza. - pag.110”

“[...] nell'ambito del processo creativo, mentre l'inquadratura è un'unità "discreta" [finita e misurabile], risultato di una segmentazione visiva dell'azione scenica prevista dalla sceneggiatura, la vignetta è, all'opposto, il risultato di un'aggregazione concettuale, derivante dall'obbligo alla sintesi costituito dallo spazio fisico della pagina e del numero di pagine. - pag. 124”

“Mentre a livello visivo, del significante, il gutter [spazio bianco fra le vignette] divide un segno iconico dal seguente, a livello di significato, in quanto spazio negativo rispetto al disegno (ma che rappresenta l'unità della pagina), il gutter unisce, perché racchiude tutto ciò che l'autore ha ritenuto di poter tralasciare, sapendo che è già nella testa del lettore, ai fini del continuum narrativo. - pag. 137”