“Uomini che fino a ieri erano padroni del loro destino, in quella foresta che era il loro mondo, portano ora mucchi di rifiuti che s'accumulano nelle profonde buche scavate dai bulldozer; non è nemmeno l'integrazione del lavoro della miniera o nell'interno degli impianti. È un impiego che (sembrerebbe volutamente) lascia gli aborigeni ai margini delle strade dei bianchi e della loro civiltà. Non più liberi cacciatori, ma solo miserabili raccoglitori di rifiuti altrui. Per questo, forse, l'aver incontrato dopo questi gruppi "integrati" di Gove, i gruppi ancora liberi di Oenpelly ha avuto per me un senso particolare. È stato come avere la diretta misura del fenomeno che antropologi ed etnologi chiamano acculturazione; la misura di un assassinio culturale collettivo, in nome del progresso. La morte di civiltà diverse, siano esse quelle di centinaia di milioni di uomini - in Africa, nell'Asia del Sud, in America meridionale e centrale - sia quella di poche migliaia di individui come gli aborigeni d'Australia.”
Quote by Folco Quilici
Book:L'alba dell'uomo
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L'alba dell'uomo
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