Quotessence
Home / Quotes / Quote by Gregor von Rezzori

Quote by Gregor von Rezzori

“Siamo tutti di sangue misto noi austriaci, specialmente noi cosiddetti austriaci di ceppo germanico: figli di un impero dalle più disparate etnie, razze, religioni. Se non ci ostinassimo comicamente a sentirci tuttora austriaci, anche dopo la scomparsa di quel leggendario impero, dovremmo riconoscere di essere addirittura americani... ma per arrivare a questo ci manca l’acume politico... È così purtroppo: le idee sono spesso surrogate dalle emozioni. Sono più dure a morire, resistono meglio al tempo, e tanto meglio quanto più sono irrazionali. Per esempio il grande sogno tedesco, il sogno dell’Impero, dello scomparso Sacro Romano Impero di Nazione Germanica di Carlo Magno... già l’imperatore Barbarossa ci si è addormentato su così profondamente, là sul Kyffhauser, che la barba gli è dovuta crescere attraverso il tavolo di pietra sul quale si appoggia... Ricostituire questo impero, riunificarlo, " farlo rivivere in tutta la sua potenza e il suo mistico splendore – ebbene: questo era già cent’anni fa il proposito della gioventù di lingua tedesca, è ancor oggi il suo sogno e la sua aspirazione, e non importa se questa gioventù, tedesca di lingua, tedesca di pensieri, tedesca di sentimenti, ha probabilmente nelle vene, là sulle rive del Reno, fin dai tempi di Arminio il Cherusco e dei suoi avversari romani, sangue in buona parte nubiano e libico, e nelle regioni a est dell’Elba, soprattutto in quelle che sono il cuore della riedizione bismarckiana di quell’lmpero, soprattutto sangue borussico e finnico e vendico; e perfino lungo il fiume dei Nibelunghi, nei paesi così cari al nostro cuore, sangue sloveno e boemo... Non importa: ha sentimenti germanici questa gioventù tedesca, imperial—germanici, pan- germanici, nevvero? Incalzata da quest’ansia, nei suoi sogni si vede già all’ombra della grande, fluttuante bandiera nero-rosso— oro — questa bandiera giovane più di tutte le bandiere, con quel nero che è presagio di morte, quel rosso che è ribollire di sangue e quell’oro che è inebriante promessa di vagheggiati destini... In verità mi chiedo commosso: chi son io mai perche' mi sia dato ancora di vivere una simile emozione! Un giovane tedesco, uno sbarbatello, se mi è consentito di esprimermi così liberamente, neppure adolescente, ancora un ragazzo: e già si esibisce orgogliosamente nella divisa dei campioni della libertà, epigoni dello Sturm und Drang nell’ideale della sempre vagheggiata e sempre fallita rivoluzione tedesca. Attestiamo il sogno tedesco, qui, nella culla dei voivodi rumeni, tra i fiumi Prut e Siret, circondati da rumeni, ruteni, polacchi, lipovani ed ebrei galiziani, orgogliosamente incuranti dell’eventuale rischio di esporci al ridicolo in un travestimento che ricorda il gatto con gli stivali —- com’e‘ bella anche questa fedeltà al patrimonio favolistico popolare tedesco!... No no, non dobbiamo vergognarci, siamo nel giusto, in ogni senso: anche questo regno di Romania nel quale oggi viviamo, è ancora talea e pollone dell’Unico Grande Impero, al suo vertice sta pur sempre un monarca della casa Hohenzollern-Sigmaringen, un principe tedesco... Mi si permetta di esprimere la mia incondizionata ammirazione per un atto di fede tanto coraggioso da spazzar via ogni meschina considerazione di opportunità politica!”

Quote by Gregor von Rezzori

Work

Memoirs of an Anti-Semite

This book delves into the author's personal beliefs and experiences, offering an introspective look into the mindset of an anti-Semite. It includes a mix of historical context and personal narratives, providing a glimpse into the complexities of prejudice and discrimination. more

Author

Gregor von Rezzori
Gregor von Rezzori

Gregor von Rezzori, born on May 13, 1914, in the Austro-Hungarian Empire, passed away on April 23, 1998 in Italy. He was a renowned novelist of the 20th century, known for his unique narrative style and profound insights into the changes of historical eras. more

You May Also Like

“The July 1934 Putsch and Dollfuss's assassination could have been prevented. Since 29 May of that year clear evidence of the planned Nazi conspiracy was available to the Austrian authorities. It came from a number of highly reliable sources. The warnings were passed to the senior security officials who were charged with the protection of the state, the government and the Chancellor. Without doubt some of them collaborated with the Nazi conspirators. Also without doubt some of the others acted with typical Austrian Schlamperei. They did not take the warnings seriously.”

“The end of the Austrian state brought violence against Austrian Jews in five weeks that was comparable to the suffering that German Jews had endured under Hitler over the course of five years. The organisers in Austria were usually Nazis, but they were operating in conditions of state collapse that allowed their revolution to proceed further and faster.”

“Vienna is certainly the grandest city I have ever seen. All along the Ringstrasse colossal buildings proclaim an imperial past – the parliament, the Palace of Justice, the Natural History Museum, the Kunsthistorisches Museum, the opera house, the Burgtheater and above all the Hofburg, with its 2,600 rooms. They all look much the same – mighty piles of granite and sandstone with warlike statuary crowded along the roofs and pediments. A Martian coming to earth would unhesitatingly land at Vienna, thinking it the capital of the planet.”