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Quote by Amit Ray

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Quantum Computing Algorithms for Artificial Intelligence

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Author

Amit Ray
Amit Ray

Amit Ray, born on August 12, 1960, is a renowned author whose works span a wide range of topics, including philosophy, personal growth, and self-development. Ray's writing style is highly appreciated by readers, and his books have achieved high sales worldwide. more

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“La discriminazione contro i gruppi di minoranza non verrà meno fino a quando non verranno mutate le forze che determinano le decisioni dei guardiani. Le loro decisioni dipendono in parte dalla loro ideologia - ovvero dal sistema di credenze e di valori che determina ciò che essi considerano "bene» o «male». ... Pertanto se ci proponiamo di ridurre la discriminazione all'interno di fabbrica, di una scuola o di qualsiasi altra istituzione organizzata, dovremmo considerare la vita sociale che ivi si svolge come qualcosa che scorre attraverso certi canali. Vediamo allora che vi sono dirigenti o uffici che decidono chi fa parte dell'organizzazione o chi è escluso, chi è promosso, e cosi via. Le tecniche di discriminazione in queste organizzazioni sono strettamente connesse a quelle meccaniche che incanalano la vita dei membri di un'organizzazione in particolari direzioni. Pertanto la discriminazione è fondamentalmente connessa con i problemi della direzione, con le azioni dei guardiani che determinano ciò che deve essere fatto e ciò che non si deve fare.”

“Meno di ogni altra cosa mi fu perdonato che non condannassi il rapitore come l’opinione pubblica si aspettava. Non volevano sentirmi dire che non esiste un male assoluto, una netta distinzione tra bianco e nero. Sicuro, il rapitore mi aveva tolto la mia adolescenza, mi aveva imprigionato e torturato, e tuttavia negli anni decisivi tra il mio undicesimo e diciannovesimo anno di vita, era anche stato la mia unica figura di riferimento. Fuggendo, non mi ero soltanto liberata del mio aguzzino, ma avevo perso anche una persona che mi era stata inevitabilmente vicina. Ma, per quanto possa essere difficile da comprendere, non mi era concesso portare il lutto. Non appena cominciavo a tracciare un quadro diversificato del rapitore, la gente alzava gli occhi al cielo e volgeva lo sguardo altrove. Le persone si sentono spiacevolmente toccate quando le categorie di Bene e Male vacillano e loro devono confrontarsi con il fatto che anche la personificazione del Male ha sembianze umane. Il lato oscuro di un criminale non cade dal cielo, nessuno nasce mostro. Noi tutti diventiamo quello che siamo attraverso il contatto con il mondo, con altre persone. E così, in definitiva, siamo tutti responsabili di quello che succede nelle nostre famiglie, nel nostro ambiente. Confessarselo non è facile. E diventa molto più difficile, quando qualcuno mette davanti a un altro lo specchio che non è previsto per questo. Con le mie dichiarazioni ho toccato un punto dolente e tentando di scoprire l’essere umano dietro la facciata dell’aguzzino e del moralizzatore, ho suscitato incomprensione.”