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Quote by Stephen Jay Gould

Work

The Flamingo's Smile: Reflections in Natural History

This volume gathers a series of reflective essays that examine the quirks and complexities of the natural world. The title refers to the peculiar anatomy of flamingos, which feed with their heads upside down, creating an illusion of a smile. The essays delve into topics such as adaptation, evolutionary puzzles, and the intricate relationships between organisms and their environments. The author uses these observations to challenge conventional thinking and highlight the wonder of biological diversity, without relying on technical jargon, making the content accessible to a general audience interested in science and nature. more

Author

Stephen Jay Gould
Stephen Jay Gould

Stephen Jay Gould was a renowned paleontologist, evolutionary theorist, science writer, and academic. He is known for his work in ornithology, paleontology, evolutionary theory, and speciation. Gould's writings and papers have had a profound impact on the scientific community, and he was a long-time contributor to the journal 'Nature'. more

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“Le veniva comandata di cambiare in un nuovo rimorso un mezzo di espiazione. La sventurata tentò tutte le strade per esimirsi dall’orribile commando; tutte, fuorché la sola ch’era sicura, e che le stava pur sempre aperta davanti. Il delitto è un padrone rigido e inflessibile, contro cui non divien forte se non chi se ne ribella interamente. A questo Gertrude non voleva risolversi; e ubbidì.”

“«Il senso pratico lo si acquista a fatica, non casca giù dal cielo. E noi, invece, son quasi duecento anni che ci hanno disabituati dallo svolgere qualsiasi attività pratica... Magari c'è fermento di idee,» disse rivolto a Petr Petròviè, «c'è desiderio di bene, anche se in forma infantile; e c'è perfino della gente onesta, nonostante l'enorme numero di imbroglioni piovuti qui da tutte le parti; ma il senso pratico, malgrado tutto, non lo si vede! Il senso pratico non è roba di tutti i giorni.» «Non sono d'accordo con voi,» ribatté Pëtr Petròviè, visibilmente compiaciuto. «Certo, esistono delle infatuazioni, delle irregolarità, ma bisogna anche essere indulgenti: le infatuazioni testimoniano della passione per la causa, e dell'ambiente esterno sbagliato con cui la causa deve fare i conti. Se poi è stato fatto poco, bisogna anche tener presente che c'è stato poco tempo. Non starò a parlare dei mezzi. Inoltre, secondo il mio punto di vista personale, se vi interessa conoscerlo, qualcosa è stato fatto: si sono diffuse idee nuove utili, e nuovi e utili libri che hanno preso il posto di quelli di prima, che avevano carattere fantastico e romantico; la letteratura va acquistando un carattere più maturo; molti pregiudizi dannosi sono stati sradicati e messi alla berlina... In una parola, ci siamo irrevocabilmente staccati dal passato, e questo, secondo me, è già un lavoro serio...»”

“Se, ad esempio, fino ad oggi mi dicevano: ‹ama gli altri› e io li amavo, che cosa ne veniva fuori?» riprese a dire Pëtr Petròviè, forse un po' troppo frettolosamente. «Ne veniva fuori che stracciavo il mio caffettano a metà, lo dividevo con il mio prossimo, e ambedue rimanevamo seminudi, secondo il proverbio russo: ‹Se corri dietro a troppe lepri, non ne acchiappi nemmeno una›. La scienza invece dice: ama innanzitutto te stesso, poiché a questo mondo tutto è basato sull'interesse personale. Se amerai te stesso, farai bene i tuoi affari e il tuo caffettano rimarrà intero. La verità economica, poi, aggiunge che più ci sono, in seno alla società, iniziative private organizzate e, per così dire, caffettani interi, tanto più numerosi sono i saldi puntelli su cui essa si regge, e tanto meglio vi si sviluppa anche la causa comune. Di conseguenza, nell'acquistare unicamente ed esclusivamente per me, con ciò stesso è come se acquistassi per tutti, e così il mio prossimo riceve qualcosa di più di un caffettano lacero; e non da singole elargizioni di privati, ma per effetto della generale prosperità. È un'idea semplice, ma disgraziatamente per troppo tempo non è venuta in mente a nessuno, offuscata dagli entusiasmi e dalle fantasticherie, mentre non ci vuol poi molto acume, sembrerebbe, per capire...»”