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Quote by Becca Spradlin Lead On Mission

“Each one of us will eventually transition out of leadership. Yet the way in which we lead today can impact people’s lives for eternity. Our efforts to cultivate an eternal impact can leave a lasting, God-honoring legacy.”

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Becca Spradlin Lead On Mission

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“Occasionally a car swooshed by in the rain and its headlights would swing round momentarily and illuminate the room-the pool table, snowshoes on the wall and the rowing machine, the armchair in which Henry sat, motionless, a glass in his hand and the cigarette burning low between his fingers. For a moment his face, pale and watchful as a ghost's, would be caught in the headlights and then, very gradually, it would slide back into the dark.”

“Lo so, lo so, ma ascoltami. Hai letto L’idiota, vero? Sì. Beh, L’idiota è un libro molto inquietante per me. Mi ha fatto così effetto che dopo non ho quasi più letto romanzi, a parte roba tipo ‘Uomini che odiano le donne’. Perché… provavo a intromettermi, …be’, magari me lo dici dopo, a cosa pensavi, lasciami finire di dirti perché l’ho trovato inquietante. Perché tutto quello che Myškin fa è buono… altruista… tratta tutti con compassione e comprensione e a cosa porta tutta quella bontà? Omicidi! Disastri! Una volta mi preoccupavo un sacco di questa cosa. Me ne stavo sveglio a letto di notte e mi preoccupavo! Perché – perché? Com'era possibile? Ho letto quel libro tre volte, pensando di non averlo capito. Myškin era gentile, amava la gente, era tenero, perdonava sempre, non faceva mai niente di sbagliato – ma si fidava di tutte le persone sbagliate, prendeva solo decisioni sbagliate, faceva soffrire tutti quelli che gli stavano intorno. Quel libro contiene un messaggio oscuro. “A che pro essere buoni?” Ma – questo è ciò che ho capito ieri notte, mentre guidavo. E se… se fosse più complicato di così? Se fosse vero anche il contrario? Perché se è vero che il male può discendere dalle buone azioni… dove sta scritto che da quelle cattive può venire solo il male? Magari a volte – il modo sbagliato è quello giusto? Magari prendi la strada sbagliata e ti porta comunque dove volevi? O vedila in un altro modo, certe volte puoi sbagliare tutto, e alla fine viene fuori che andava bene?”

“Argentina. The word itself had lost little of its power to startle and had, due to my ignorance of the physical place it occupied on the globe, assumed a peculiar life of its own. There was the harsh Ar at the beginning, which called up gold, idols, lost cities in the jungle, which in turn led to the hushed and sinister chamber of Gen, with the bright, interrogative Tina at the end—all nonsense, of course, but then it seemed in some muddled way that name itself, one of the few concrete facts available to me, might itself be a cryptogram or clue.”

“Rise. «I grandi quadri – la gente accorre per vederli, attirano folle, sono riprodotti all’infinito sulle tazze e sui tappetini dei mouse e su qualunque cosa. E, questo riguarda anche me, puoi passare una vita intera a visitare musei con grande piacere, un bel giretto, e poi via, a pranzo da qualche parte. Ma…» tornò a sedersi sul tavolo, «se un quadro ti affonda davvero nel cuore e cambia il tuo modo di vedere, e di pensare, e di provare emozioni, non pensi, “oh, amo questo quadro perché è universale”, “amo questo quadro perché parla a tutto il genere umano”. Non è questa la ragione per cui ci si innamora di un’opera d’arte. È un sospiro segreto in un vicolo. Pss, tu. Ehi ragazzino. Sì, proprio tu.»”