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Quote by Emily Winfield Martin

“Con Biancaneve so sempre cosa c'è che non va. Lei è trasparente come il vetro. Tu, invece, sei... sei fatta di una materia attraverso la quale non riesco a vedere. Legno, forse. O latte. Sei enigmatica. La mia bambina enigmatica.”

Quote by Emily Winfield Martin

Work

Snow & Rose

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Author

Emily Winfield Martin

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“Quando ho capito che le differenze che vedevo nascere in me rappresentavano (incomprensibilmente) solo problemi, ho deciso che forse sarebbe stato più saggio non mostrarle al mondo. Con grande dolore, perché erano parte di me. È proprio lì che è nata l'ambivalenza del mio sentimento verso l'idea di diversità: da un lato l'ho sempre considerata come la cosa più naturale del mondo, siamo tuttə diversə, le differenze sono quello che rendono il mondo un posto in cui valga la pena vivere e per questo vanno tutelate e rispettate. D'altra parte ho cominciato a soffrire al pensiero che proprio questa varietà, questa idea così complessa e quasi indefinibile, dovesse essere a sua volta infilata in una categoria e, secondo i metodi utilizzati per definire la normalità, suddivisa in tante altre piccole categorie. Oggi so che questa mia insofferenza verso la tassonomizzazione della diversità nelle sue molteplici espressioni ha a che fare con la convinzione - che fino a poco tempo fa era un'idea senza nome - che la diversità sia intersezionale; non mi è mai piaciuto dover definire la diversità solo in quanto opposta alla normalità, perché utilizzando questo sistema sarà sempre qualcosa di inferiore. Se non siamo in grado di definire la diversità come un concetto autonomo e non necessariamente come contrario di normalità, non riusciremo a liberarla dallo stigma sociale. Altrimenti l'inclusione resterà sempre un processo che parte dalla normalità - percepita come la cosa giusta - e investe una diversità tutto sommato passiva, desiderosa di entrare a far parte del club delle persone sane, normali, di quelle che non vengono additate come difettose o strane. È questa l'idea di diversità che non mi piace, una diversità dipendente dall'idea di una normalità che, paradossalmente, è inesistente in natura.”

“Siamo sinonimi ma non identici. I sinonimi si riconoscono a vicenda come vecchi colleghi, come un gruppo di amici che ha visto insieme il mondo. Si scambiano storie, si abbandonano ai ricordi sulle loro origini e dimenticano che anche se si assomigliano sono molto diversi, e nonostante condividano una serie di attributi, l'uno non potrà mai essere l'altro. Perché una notte tranquilla non è identica a una notte silenziosa, un uomo risoluto non è identico a uno fermo, e una luce brillante non è identica a una sfavillante; il modo in cui si inseriscono nella frase cambia tutto.”

“Noi tutti non siamo solo terrestri. Lo si vede da come fa il nido la ghiandaia da come il ragno tesse il suo teorema da come tu sei triste e non sai perché. Noi tutti, noi forse ritornati, portiamo una mancanza e ogni voce ha dentro una voce sepolta, un lamentoso calco di suono che un po’ si duole anche quando canta. Te lo dico io che ascolto il tonfo della pigna e della ghianda la lezione del vento e il lamento della tua pena col suo respiro ammucchiato sul cuscino un canto incatenato che non esce. Ascoltare anche ciò che manca. L’intesa fra tutto ciò che tace.”