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Quote by Rollo May

“Much self-condemnation is a cloak for arrogance. Those who think they overcome pride by condemning themselves could well ponder Spinoza's remark "One who despises himself is the nearest to a proud man.”

Quote by Rollo May

Work

Man's Search for Himself

This book delves into the essence of human existence, examining the individual's journey towards self-awareness and personal growth. more

Author

Rollo May
Rollo May

Rollo May was an American psychologist born on April 21, 1909, and died on October 22, 1994. He was a significant figure in existential psychology and is considered one of the pioneers of the field. more

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“Self-condemnation means speaking against one's own success. If can't stop confirming your incompetencies for what you are competent for, you are unlikely do pursue your true purpose.”

“ولكن ألا ترين أن علةالبلاء فى الكلام ، كل واحد منا لديه عالم كامل فى نفسه ، و كل واحد منا له عالمه الخاص ! فكيف يفهم بعضنا بعضا أيها السادة إذا كنت أضع فى كلماتى التى أقولها معانى و قيم الأشياء كما أفهمها فى عالمى أنا ، بينما يفترض من يستمع إلى إن كلماتى لها المعانى و القيم الخاصة بعالمه هو ، نحن نظن أننا سوف نتقابل ، و الواقع أننا لن نتقابل أبدا !”

“Bullshit, la Sicilia non esiste, gli sentiamo dire in tono piuttosto agitato dalla cucina. Io lo so perché ci sono nato. Senza offesa, bro', ma è tutta la sera che dici cazzate. Cosa succede?, chiedo, portando in tavola il pesce che Pupetta ha preparato per secondo. Dice Sicilia, e tz, fa tz con la bocca, l'amico americano. E basta, cazzo. Ma non si possono più sentire queste storie sulla specialità di quest'isola di merda. Come se in Sardegna non ci fosse il mare, come se in Irlanda non avessero la campagna, come se in Australia non ci battesse il sole. Tesoro, sono cazzate. Ha bevuto un po' troppo, cerca di spiegare Pupetta al fidanzato. [...] No, no, lascialo continuare, dice però John, è interessante, quando i siciliani si arrabbiano è interessante, mi ricordano certi personaggi di Pirandello. Pirandello fa cacare, dice Gaga. Tomasi di Lampedusa fa cacare. E Camilleri, anche Camilleri fa cacare?, chiede l'americano. Camilleri è il male assoluto. Dovrebbero imprigionarlo e rileggerli tutti i romanzi di Montalbano fino a che non implori pietà. Bisognerebbe mettere mano alla pistola ogni volta che qualcuno dice della splendida decadenza de dell'irrimediabilità di questo posto, come fanno Camilleri Pirandello Tomasi. Bisognerebbe appiccare il fuoco, incendiare tutto, la, togliere ogni punto di riferimento agli isolani e al resto del mondo. Bisognerebbe, ecco, bisognerebbe che qualcuno si decidesse a scrivere un piccolo manuale per organizzare una guerra lampo, radere al suolo la Sicilia e resettare la mente di quelli un po' cretini come te. Senza offesa, tesoro, era solo un esempio.”

“The taste of life, the taste for life. That is never satisfied. That never can be satisfied, because life even as we are in the very act of living it, is so ravenously hungering after itself, that it never lets itself be fully tasted. The taste for life comes to us from the past, from the memories that hold us bound, but bound to what? To this folly of ours? To this mass of vexations? To so many stupid illusions? To so many insipid occupations?”