“Her gaze dims as her nostalgia for Palermo overcomes her. Those smells of seaweed dried by the sun, of capers, of ripe figs, she will never find them anywhere else; those burnt and scented shores, those waves slowly breaking, jasmine petals flaking in the sun.” LiteratureSicily Book:The Silent Duchess Source: The Silent Duchess
“Conosceva tutti i pettegolezzi del paese, ma non era maligna, anzi cercava di rimediare a tutte le gelosie, a tutte le invidie, mettendo una mezza parola di qua, una allusione benevola di la'. Sempre disposta a vedere il bene nascosto tra i mali come un fico maturo e succoso in mezzo alle pale spinose e impolverate della convivenza quotidiana.” Sicily Author:Dacia Maraini
“Sotto quelle fronde hanno camminato i fenici forse, mi si dice siano stati loro a dare il nome a Bagheria da una parola fenicia Bayaria, che significa ritorno, così mi dicono ma è difficile sapere qual è la verità. Le etimologie sono a volte misteriose. Sotto quelle fronde hanno camminato anche i greci e i latini. E infine gli arabi dal piede leggero e le vesti lunghe, di cotone ricamato. Gli arabi hanno portato in Sicilia il baco da seta, l'ulivo e il fico d'India. Gli Spagnoli, assieme ai loro cavalli e ai loro guerrieri, la coltivazione dell'arancio dolce, mentre gli Aragonesi hanno insegnato la coltivazione della canna da zucchero.” Sicily Author:Dacia Maraini
“Ancora oggi a Bagheria si fanno dei gelati squisiti, piccoli fiori di cioccolata ripieni di pasta gelata molle e profumata, al gelsomino, alla menta, alla fragola, al cocco. Per non parlare del più tradizionale “gelo di mellone” che non è un gelato come sembra ma una gelatina di cocomero dal colore corallino disseminata di semi di cioccolato. E che dire del “gelato di campagna” che è una specie di torrone di zucchero dai colori delicati, il cui gusto al pistacchio si mescola a quello della mandorla e della vaniglia?L'ultima volta che ho mangiato i dolci di Bagheria ero in visita a villa Valguarnera in visita a zia Saretta che poi è morta lasciando la villa e tutte le ricchezze ai gesuiti, con grande dispiacere degli eredi di sangue. I quali hanno infatti subito impugnato il testamento. I gesuiti, molto saggiamente, hanno pensato che una villa così monumentale è difficile da mantenere, avrebbe procurato più grane che altro, più spese che comodità e se ne sono lavate le mani. Nel frattempo, i ladri sono entrati e hanno portato via tutto, perfino le statue del giardino.” Sicily Book:Bagheria Source: Bagheria
“Di mafia non si parlava mai allora, tutti sapevano che esisteva una forza maligna capace di imporre la sua volontà col coltello e col fucile. Ma chi stringesse quel coltello e chi imbracciasse quel fucile era difficile dirlo. D'altronde, per chi lo sapeva, era meglio fare finta di non averlo mai saputo. I maggiorenti del paese, signori che giravano per i marciapiedi in giacca di pigiama col cappello a larghe falde in testa, negavano che esistesse questa mafia. E quando pronunciavano la parola, piegavano le labbra in giù, come per sputare. Portavano le mani all'aria e dicevano ridacchiando: favole sunnu… roba per turisti… E con questo il paese si richiudeva nella sua vita quotidiana, fatta di soprusi, di sofferenze, di torti subiti in silenzio, di cose taciute e mai dette, come fosse il più felice dei paesi.” MafiaSicily Book:Bagheria Source: Bagheria