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Dacia Maraini

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Bagheria

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“Cosa farei senza libri? Ne ho la casa piena, eppure non mi bastano mai. Vorrei avere una giornata di trentasei ore per poter leggere a mio piacere. Tengo libri di tutte le dimensioni: da tasca, da borsa, da valigia, da taschino, da scaffale, da tavolo. E ne porto sempre uno con me. Non si sa mai: se trovo un momento di tempo, se mi fanno aspettare in un ufficio, che sia alla posta o dal medico, tiro fuori il mio libro e leggo. Quando ho il naso su una pagina non sento la fatica dell'attesa. E, come dice Ortega y Gasset, in un libro mi "impaeso", a tal punto che mi è difficile spaesarmi. Esco dai libri con le pupille dilatate. Lo considero il piacere più grande, più sicuro, più profondo della mia vita.”

“Sotto quelle fronde hanno camminato i fenici forse, mi si dice siano stati loro a dare il nome a Bagheria da una parola fenicia Bayaria, che significa ritorno, così mi dicono ma è difficile sapere qual è la verità. Le etimologie sono a volte misteriose. Sotto quelle fronde hanno camminato anche i greci e i latini. E infine gli arabi dal piede leggero e le vesti lunghe, di cotone ricamato. Gli arabi hanno portato in Sicilia il baco da seta, l'ulivo e il fico d'India. Gli Spagnoli, assieme ai loro cavalli e ai loro guerrieri, la coltivazione dell'arancio dolce, mentre gli Aragonesi hanno insegnato la coltivazione della canna da zucchero.”

“Ancora oggi a Bagheria si fanno dei gelati squisiti, piccoli fiori di cioccolata ripieni di pasta gelata molle e profumata, al gelsomino, alla menta, alla fragola, al cocco. Per non parlare del più tradizionale “gelo di mellone” che non è un gelato come sembra ma una gelatina di cocomero dal colore corallino disseminata di semi di cioccolato. E che dire del “gelato di campagna” che è una specie di torrone di zucchero dai colori delicati, il cui gusto al pistacchio si mescola a quello della mandorla e della vaniglia?L'ultima volta che ho mangiato i dolci di Bagheria ero in visita a villa Valguarnera in visita a zia Saretta che poi è morta lasciando la villa e tutte le ricchezze ai gesuiti, con grande dispiacere degli eredi di sangue. I quali hanno infatti subito impugnato il testamento. I gesuiti, molto saggiamente, hanno pensato che una villa così monumentale è difficile da mantenere, avrebbe procurato più grane che altro, più spese che comodità e se ne sono lavate le mani. Nel frattempo, i ladri sono entrati e hanno portato via tutto, perfino le statue del giardino.”

“Di mafia non si parlava mai allora, tutti sapevano che esisteva una forza maligna capace di imporre la sua volontà col coltello e col fucile. Ma chi stringesse quel coltello e chi imbracciasse quel fucile era difficile dirlo. D'altronde, per chi lo sapeva, era meglio fare finta di non averlo mai saputo. I maggiorenti del paese, signori che giravano per i marciapiedi in giacca di pigiama col cappello a larghe falde in testa, negavano che esistesse questa mafia. E quando pronunciavano la parola, piegavano le labbra in giù, come per sputare. Portavano le mani all'aria e dicevano ridacchiando: favole sunnu… roba per turisti… E con questo il paese si richiudeva nella sua vita quotidiana, fatta di soprusi, di sofferenze, di torti subiti in silenzio, di cose taciute e mai dette, come fosse il più felice dei paesi.”

“Since the journey is a metaphor - the most ambiguous and seductive of metaphors, we tell ourselves - it can also be born of immobility. There is no need to drag our bodies around so much, all dressed up. It's hot, there are flies, diseases. It is enough to close our eyes, seated on a chair in the shade, to float on the waves of imagination. Isn't that what books are there for?”

“It's easier to change a law than an age-old mentality. Deep down, many prejudices, many hostilities, many fears persist. But if we take a look at all the peoples in the world, we have to realize that the condition of women is very backward and sometimes very sad, from both the social and psychological points of view.”

“There are still countries where women don't enjoy basic rights like the vote or the freedom to study or the freedom of choice in marriage. Every year there are twenty million little girls in Africa who are deprived of their sexuality through brutal genital operations. Basically, there's still much to be done.”

“Success is something you should never take into consideration: if you follow it it'll elude you. It's important to really love your work as a writer, to read loads to the point where you can recognise blindfolded, hearing them read, the writers of yesterday and today. It's important to write every day, for hours. To have faith in your imagination and let it wander.”

“Don't wait for success, but for the respect and interest of those who read you. At the start it could be a classmate, someone who shares your interests. Before sending off the manuscript for a novel to a publishing house, it would be a good idea to try writing short stories, and publishing them in a local magazine.”