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Quote by Elena Ferrante

Work

Those Who Leave and Those Who Stay

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Author

Elena Ferrante
Elena Ferrante

Elena Ferrante is a renowned contemporary Italian novelist, known for her unique narrative style and profound character portrayals. Her works cover a wide range of themes, including family, love, power, and social class. Ferrante's novels have received widespread acclaim both in Italy and around the world, despite the mystery surrounding her true identity. more

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“Fu un momento indimenticabile. Andammo verso via Caracciolo, sempre più vento, sempre più sole. Il Vesuvio era una forma delicata color pastello ai piedi della quale si ammucchiavano i ciottoli biancastri della città, il taglio color terra di Castel dell'Ovo, il mare. Ma che mare. Era agitatissimo, fragoroso, il vento toglieva il fiato, incollava i vestiti addosso e levava i capelli dalla fronte. Ci tenemmo dall'altro lato della strada insieme a una piccola folla che guardava lo spettacolo. Le onde ruzzolavano come tubi di metallo blu portando in cima la chiara d'uovo della spuma, poi si frangevano in mille schegge scintillanti e arrivavano fin sulla strada con un oh di meraviglia e timore da parte di tutti noi che guardavamo. Che peccato che non c'era Lila. Mi stenti stordita dalle raffiche potenti, dal rumore. Avevo l'impressione che, pur assorbendo molto di quello spettacolo, moltissime cose, troppe si spampanassero intorno senza lasciarsi afferrare. Mio padre mi strinse la mano come se temesse che sgusciassi via. Infatti avevo voglia di lasciarlo, correre, spostarmi, attraversare la strada, farmi investire dalle scaglie brillanti del mare. In quel momento così tremendo, pieno di luce e di clamore, mi finsi sola nel nuovo della città, nuova io stessa con tutta la vita davanti, esposta alla furia mobile delle cose ma sicuramente vincitrice: io, io e Lila, noi due con quella capacità che insieme - solo insieme - avevamo di prendere la massa di colori, di rumori, di cose e persone, e raccontarcela e darle forza".”

“… if she became distracted real things, which, with their violent, painful contortions, terrified her, would gain the upper hand over the unreal ones, which, with their physical and moral solidity, pacified her; she would be plunged into a sticky, jumbled reality and would never again be able to give sensations clear outlines. A tactile emotion would melt into a visual one, a visual one would melt emotion into an olfactory one, ah, what is the real world, Lenù, nothing, nothing, nothing about which one can say conclusively: it’s like that. And so if she didn’t stay alert, if she didn’t pay attention to the boundaries, the waters would break through, a flood would rise, carrying everything off in clots of menstrual blood, in cancerous polyps, in bits of yellowish fibre.”