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Quote by Carlo Sperduti

“Non oso vestirmi, ascoltare musica, fare una doccia, cambiare le lenzuola, riattivare la suoneria del cellulare; non riesco a cucinare, a girare le maniglie, ad accendere le luci. Se le cose dovessero svegliarsi, dopo tutto questo tempo, sarebbero affamate.”

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Work

Sottrazione

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Author

Carlo Sperduti

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“Le sue mani scorrevano su di me come quelle di un attento artista. Ogni suo tocco mi avvolgeva come un manto. Un altro bacio ancora e divorò del tutto il mio cuore, mentre intagliava nel mio ventre forme d’amore. Gli affondi lenti mi mozzarono il respiro, mentre con le dita disegnavo volute sulla sua schiena. Il mio seno divenne letto delle sue palpebre.”

“Al Paese ci conoscevano tutti. I Senzaniente, continuavano a chiamarci, per via dei miei nonni, i genitori di mio padre, che dopo la guerra il poco che avevano se l’erano perso. No che non te lo do un litro, aveva detto la vecchia della latteria a Rocco. Mio fratello ha tre giorni e mia madre non ha latte. Le tette secche si curano, basta massaggiarle con un panno d’acqua calda. C’ha provato, non esce niente, c’ha la febbre alta. MI dispiace, io il latte però non te lo posso da’, sennò finisce come quand’era nata l’altra sorella tua, latte e latte per voi e mai una lira per me. Ha detto papà che entro domenica ti fa ave’ tutti i soldi, pure quelli di due anni fa. Allora quando li vedo ti do il latte e un’altra bottiglia ve la regalo io. Dopo tre giorni la madre di Rocco sarebbe morta e Rocco dopo ventidue anni sarebbe diventato mio padre, allora ne aveva nove. Da quelli non si entra, mi diceva, quando passavamo davanti allo spaccio in cui si era trasformata la latteria. A costo di non fare la spesa lì, se l’altro spaccio del Paese per qualche motivo era chiuso, prendevamo la corriera e andavamo al Paese Vicino. La macchina era arrivata quando facevo la prima elementare, un giorno sono tornata da scuola e l’ho trovata parcheggiata davanti a casa nostra, blu.”

“Truth traveled through her like a bullet. What kind of beast cultivates mobs out of common citizens, using fear as bait? In the real world, these weren’t the traits of monsters. They were the traits of men seeking power. Traits of war. . . .[the] weapon wasn’t a gun. . .it was a charming invitation, a toast to a better tomorrow. It was fear at your back. . .this dybbuk and his wraiths, he wasn’t a who, or an it - he’d told her this outright. He was a when. An event made manifest.”