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Quote by Gianni Rodari

“Bisogna stare attenti a un aspetto particolare del "riso di superiorità". Se non lo si tiene d'occhio, esso può assumere una funzione conservatrice, allearsi al conformismo più piatto e più bieco. Sta qui l'origine di un certo "comico" reazionario che si ride del nuovo, dell'insolito, dell'uomo che vuol volare come gli uccelli, delle donne che vogliono far politica, di chi non pensa come gli altri, non parla come gli altri, come vogliono le tradizioni e i regolamenti... Perché quel riso abbia una funziona positiva, bisogna che la sua freccia colpisca piuttosto le idee vecchie, la paura di cambiare, il bigottismo della norma. I "personaggi sbagliati" del tipo anticonformista, nelle nostre storie, devono avere successo. La loro "disobbedienza" alla natura, o alla norma, deve essere premiata. Il mondo, sono i disobbedienti che lo mandano avanti!”

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Gianni Rodari
Gianni Rodari

Gianni Rodari, born on October 23, 1920, was an Italian writer renowned for his children's literature. His works are characterized by rich imagination and unique humor, which have won the hearts of countless readers. His most famous works include 'Gianni Rodari's Fairy Tales'. more

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“C'era una volta... Queste sono le parole più magiche che ognuno di noi abbia mai conosciuto, la porta d'ingresso per le più grandi storie mai raccontate. Sono un richiamo immediato, per chiunque le ascolti, a un mondo dove tutti sono i benvenuti e tutto può succedere. I topi possono trasformarsi in uomini, le serve in principesse, e si possono imparare importanti lezioni di vita. Le fiabe sono molto più che semplici storie della buonanotte. La soluzione a quasi ogni problema può essere trovata nella morale di una buona storia. Le storie sono lezioni di vita calate in personaggi e situazioni fantastiche.”

“Le storie vivono abbastanza comunque: non ci sono abbastanza rovine e frane e ruderi e inghiottitoi per seppellirle, e sempre si apriranno fessure che ne condurranno la voce nel mondo. L'atto del consegnare, come avviene nel settimo giorno del settimo mese di un anno da non precisare, significa soprattutto trasformare chi ascolta, sapendo che a sua voltasi farà servitore: perché le storie mettono radici invisibili e profonde, e i nostri pensieri, e dunque le nostre azioni, muteranno dopo averle incontrate.”

“Quel che conta, così si dice di loro, è che parlino con la voce del dio: Viola sa che non è vero. Le parole appartengono alle Sibille, sono sedimenti di tutto quel che hanno visto, le corazze lucenti dei cavalieri che non sempre li difendevano dalle spade e dalle lance, e di non certo non li hanno difesi dalla paura e dell'incertezza che torcono e piegano gli umani, le tuniche di lana o di sete o di stracci dei pellegrini, le mani nodose delle vecchie, gli occhi spaventati o sfrontati delle giovani.”