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Quote by Paolo Rumiz

“Esce dal buio una littorina, bella e disperata come il Sud. È anche lei una bella stella cadente; si porta dietro un soffio di ruggine, erba e salsedine. Sopra il Mediterraneo, poche stelle di nome latino; la geografia del cielo parla arabo e greco. Lo stesso cielo dei Fenici. Sulle navi, i veterani di Annibale oltrepassano l'ombra immensa dell'Aspromonte, avvistano l'Etna in eruzione, girano attorno a Capo Passero, puntano nella notte su Pantelleria. Tornano a casa dopo quindici anni. Devono: Scipione è in Africa, spadroneggia come ha fatto Annibale in Italia. La patria chiama, Annibale parte, e i Romani lo lasciano andare senza nemmeno dargli la caccia in mare. Tutto, purché se ne vada.”

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Paolo Rumiz

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“Ad Algeri vedevo per la prima volta il Mediterraneo da vicino, potevo immergerci la mano, sentirne il contatto. Per trovarlo non occorreva informarsi: bastava continuare a seguire le via in discesa. Lo si intravedeva anche da lontano: era dappertutto, luccicava tra le case, spuntava in fondo alle vie che scendevano a rotta di collo verso il basso. In fondo si stendeva il quartiere del porto con la sua fila di semplici bar in legno, odorosi di pesce, vino e caffè. Ma le folate di vento portavano soprattutto il sentore acre del mare e il suo fresco alito ristoratore. Non avevo mai visto un luogo dove la natura fosse così benevola nei confronti dell'uomo. C'era tutto: il sole, il vento fresco, l'aria chiara, l'argento del mare. Avevo letto talmente tanto su di esso, che mi sembrava di conoscerlo. Nelle sue onde piatte c'era il bel tempo, la pace e l'invito a viaggiare, a conoscere . Veniva voglia di unirsi ai pescatori che salpavano da riva in quel momento.”

“Înţelepciunea lunii este mai mare decât cea a pământului, întrucât luna vede mai bine universul decât o poate face pământul!”

“Seems like we have to spend a lot of our time distracting ourselves from the ugliness of life, doesn’t it? Like I’ve done just now. That’s why we attend plays, go to movies, read books, watch TV…and ride motorcycles: to connect with something that reveals some of the beauty of life and reminds us of what it could be like if we would all focus on these pleasurable joys instead of thinking up more creative ways to torture and harm and kill each other.”

“Si ricordò di alcune riflessioni che aveva annotato di recente sul suo quadernetto. A proposito della povertà di vocabolario riguardante il mare. Solo i greci avevano tante parole per definirlo. Hals, il sale, il mare in quanto materia. Pelagos, la distesa d'acqua, il mare come visione, spettacolo. Pontos, il mare spazio e via di comunicazione. Thalassa, il mare in quanto evento. Kolpos, lo spazio marittimo che abbraccia la riva, il golfo o la baia...”

“She'd been sent up to the field to fetch the mare, although perhaps "sent" was too strong a word. Her father had done nothing more than ask her if she'd go, because the mare would not come willingly to any of the men but led them all a tiring chase, whereas for Lydia she came directly, took the halter quietly, and let herself be led downhill as meekly as a lamb. To Lydia, it was a welcome chore. These first days of October had been busy ones that kept her in the garden cutting squash to dry and harvesting the beans for seed and digging her potatoes. There'd been pies to bake and pickles to be scalded- she had left the last to Violet, who made pickles best of any she had tasted- but the garden on its own had wanted more hours in the day than she could give it, and the digging left her shoulders sore, so it had been a great relief to start this day by simply walking up along the orchard wall into the upper field to find the mare. Her father had a mind to go to Hempstead to Aunt Hannah's, and the mare would take him there and back more swiftly than the wagon team. She was a gray, a four-year-old with something of a filly's mischief glinting in her eyes as she stopped grazing, raising her fine head, and watched Lydia approach. "There'd be no point," was Lydia's advice. "I've neither will nor energy to chase you so you'd have to play the game alone, which would be little fun." The mare flicked one ear in acknowledgement of this and gave in gracefully, and although she did not step forward, she at least stood still and did not run. Lydia wasn't entirely sure herself why the mare favored her, but they had shared this rapport from the very first day that her father had brought the mare home as a yearling. Just as a horse could sense a nervous rider or a cruel one, it appeared that the mare could sense Lydia already carried a full share of troubles and did not need more. Whatever the reason, the mare bent her head to the halter and made no complaint and submitted herself to be led.”

“Tutte le città di mare hanno il molo. Ma cosa chiamano molo in questa città? È uno spazio in fondo alla piazzetta. [...] La piazza è quella del campanile più alto di questa terra. La piazzetta è lì di fianco, verso il mare, di fianco al palazzo Ducale. In fondo alla piazzetta ci sono due colonne alte, alte. [...] Sono la porta della città. Che è orientata. Mi son messo una mattina resto lì davanti e ho capito cosa significa essere orientati. Ma è chiaro. Quando ti nasce il sole in faccia in quel modo, ti orienti. [...] Da queste porte, due volte all'anno entravano e uscivano convogli di navi, merci, uomini, parole. La navigazione aveva un ciclo stagionale, come in agricoltura, in entrata e uscita. Da questa città fino a ogni altra città di questo mare. A Zara, Spalato, Ragusa, Dubrovnik, Durazzo, Brindisi, Rodi, Candia, Cipro, Atene, Famagosta, Costantinopoli, Tana, Trebisonda, Tashkent, Samarqand, Algeri, Malaga, Lisbona, Southampton, Bruges, Liegi, Anversa, Napoli, Cagliari, Marsiglia, Palermo! Perché il Mediterraneo non è soltanto mare, è acqua e terra, agua e tera, è una rete di città che si conoscono e si frequentano una con l'altra, bagnata dalla stessa marea che sei ore cala e sei ore cresce, non è lo scacchiere di qualcuno, è un mare-strada, finisce una navigazione, attacca una carovaniera, e le lega una con l'altra con una rete che non si interrompe mai qualsiasi cosa accada, come la marea che sei ore cala e sei ore cresce e arriva al molo di ognuna di queste città.”