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Quote by Giacomo Leopardi

“Ma io voglio che tu abbi per indubitato che a conoscere perfettamente i pregi di un’opera perfetta o vicina alla perfezione, e capace veramente dell’immortalità, non basta essere assuefatto a scrivere, ma bisogna saperlo fare quasi così perfettamente come lo scrittore medesimo che hassi a giudicare. Perciocché l’esperienza ti mostrerà che a proporzione che tu verrai conoscendo più intrinsecamente quelle virtù nelle quali consiste il perfetto scrivere, e le difficoltà infinite che si provano in procacciarle, imparerai meglio il modo di superare le une e di conseguire le altre; in tal guisa che niuno intervallo e niuna differenza sarà dal conoscerle, all’imparare e possedere il detto modo; anzi saranno l’una e l’altra una cosa sola. Di maniera che l’uomo non giunge a poter discernere e gustare compiutamente l’eccellenza degli scrittori ottimi, prima che egli acquisti la facoltà di poterla rappresentare negli scritti suoi: perché quell’eccellenza non si conosce né gustasi totalmente se non per mezzo dell’uso e dell’esercizio proprio, e quasi, per così dire, trasferita in se stesso. E innanzi a quel tempo, niuno per verità intende, che e quale sia propriamente il perfetto scrivere. Ma non intendendo questo, non può né anche avere la debita ammirazione agli scrittori sommi.”

Quote by Giacomo Leopardi

Work

Operette Morali: Essays and Dialogues (Biblioteca Italiana)

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Author

Giacomo Leopardi
Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi was an Italian poet and philosopher, recognized for his melancholic and existentialist works. Born on June 29, 1798, in Naples, Italy, Leopardi's life was characterized by illness and a profound sense of isolation. His poetry, marked by introspection and philosophical depth, has had a lasting impact on Italian literature. more

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“A volte scriveva, ma era un’occupazione che lo stancava un po’, e poi non concepiva l’idea di gustarsi la gioia di pensare mettendo per iscritto le fantasticherie della mente, a meno che quella fatica non gli avesse permesso di guadagnarsi da vivere. Era convinto che in genere le idee più felici non tollerano di essere espresse, giacché perdono tutta la loro originaria freschezza e appassiscono non appena vengono affidate alla penna. (L'inferno)”

“Mille anni addietro il poeta Han Yun scrisse: «Tutto ciò che non ha pace griderà forte». Paragonò il bisogno umano di esprimere i sentimenti con la scrittura alla forza naturale che spinge le piante a stormire nel vento, o il metallo a risuonare quando viene percosso. Formulata quella considerazione, seppi cosa fare. Ci lavoravo da anni. Privata del mondo esterno, avevo passato la vita a guardarmi dentro e le mie emozioni erano finemente accordate.”

“Ako Uzvišeni Allah 30 puta u suri Er-Rahman postavlja pitanje: "Pa koju blagodat svoga Gospodara poričete?"... Ja te pitam: Misliš li da je poricanje to da nabrajaš šta sve ne vidiš da imaš od blagodati? Pa kako ćeš nabrojati ono što ne vidiš i ne osjećaš? Ili pak to da stalno nabrajaš šta sve od onoga što ne smatraš blagodatima imaš? Kao, na primjer, brige, nezadovoljstva, nade bez rada, neuspjehe bez truda... Dnevno sigurno možeš nabrojati bar 30 dobrih i lijepih stvari koje su ti date. Kreni od srca koje u ritmu kuca, a ti o tome ne moraš ni razmišljati. Ipak, nabrajamo vrteći se ukrug "problem" koji imamo, makar bio samo jedan, ali je nama vrjedniji spomena i razmišljanja od svega lijepog i dobrog. Eto, odatle ti tuga! Odatle ti briga! A Uzvišeni kaže da ne trebamo tugovati, i ne trebamo strahovati, ako smo vjernici. Tuga se veže za prošlost. A strah za budućnost. I jedno, i drugo - u Allahovoj su Vlasti, i u okviru Njegove Volje. Naša uloga u svemu je - da vjerujemo. Allahu, koliko i u Allaha. Možda je baš u tome problem? Možda nam se kroz ovo otkriva koliko uopće istinski vjerujemo? Resetiraj razmišljanje, i nasmiješi se!”