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Quote by Andrea De Carlo

“La mia nostalgia diventava una specie di fantasma in corsa che riusciva solo a farmi sentire più straniero nella città dov'ero cresciuto.”

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Work

Di noi tre

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Author

Andrea De Carlo

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“I rumori della città che le notti d'estate entrano dalle finestre aperte nelle stanze di chi non può dormire per il caldo, i rumori veri della città notturna, si fanno udire quando a una cert'ora l'anonimo frastuono dei motori dirada e tace, e dal silenzio vengon fuori discreti, nitidi, graduati secondo la distanza, un passo di nottambulo, il fruscio della bici d'una guardia notturna, uno smorzato lontano schiamazzo, ed un russare dai piani di sopra, il gemito d'un malato, un vecchio pendolo che continua ogni ora a battere le ore.”

“Old maps make sense to me. With their strange collections of obscure landmarks. It's how we all got around when young. An hour to Gainesville. Turn off where they have the livestock fair. Then past an airport owned by my stepdad's family. A Rotunda. Tiny Horses. Dani's house. Jonesville didn't have much back then. Rosie's Bar and a Lil' Champ. Still when we saw the sign we knew we were close. "HAY!" Screamed by a face on the side of a store. We'd all yell it as we passed. For good luck. Later that sign was stolen. This created suspicions. Some asked if we had taken it. No. But we should have.”

“L’identità è lo strumento percettivo e concettuale che ci dà una possibilità di conoscenza, ma noi scambiamo questa conoscenza per un ri-conoscimento. Cosicché siamo condotti a credere di sapere già, di possedere una mappa. Questo può essere utile talvolta, ma è pericoloso scambiare la nostra mappa culturale per un territorio intimo dell’appartenenza. Se non avete una mappa vi perdete, ma perdersi è l’inizio di un processo di conoscenza, è la premessa per creare una mappa.”

“Cammino tra le strade che mi conoscono dai tempi del liceo. Quando perdevo l'autobus e andavo da una fermata all'altra per guadagnare tempo e non stare impalata ad aspettare. Al posto degli incroci adesso ci sono rotonde, i marciapiedi si sono allargati per far posto a piste ciclabili, gli alberi sono cresciuti e fanno più ombra. Le loro radici si sono fatte strada sotto al cemento e devo stare attenta a non inciampare. Ma dove sono le mie radici? Sono qui, sono in California davanti a quell'albero enorme che vado sempre ad ammirare? No, le radici sono sotto i miei piedi, come diceva la mia insegnante di yoga. Sono ovunque io le porti.”